Noriega in carcere a Panama, determinò la sorte di migliaia di desaparecidos

Fu uno dei dittatori più crudeli della seconda metà del novecento e provocò la morte di migliaia di dissidenti politici, fu anche responsabile di un pericolo traffico di stupefacenti fino alla fine degli anni ottanta.

di Vincenzo Avagnale 12 Dicembre 2011 15:08

Manuel Noriega è stato uno dei dittatori più spietato e senza scrupoli del 900′. Sebbene la sua azione sia passata relativamente sotto silenzio, in quanto durante gli anni 50′ si alleò con i potenti servizi segreti americani (la CIA) per favorire gli interessi Usa e quindi su quel periodo molti dei suoi crimini furono efficacemente insabbiati. In seguito alla perdita dell’appoggio americano per via del commercio di droga. Venne poi catturato e quindi condannato negli Stati Uniti per commercio di stupefacenti e violazioni dei diritti umani.

Oggi Noriega ha 77 anni ed ha passato gli ultimi 5 anni in Francia, da cui però finalmente è stato estradato e verrà presto condotto in carcere a Panama. L’uomo adottò contro i suoi detrattori strategie di intimidazione, che quando non arrivavano al loro scopo sfociavano in rapimenti, che si concludevano nei modi più spietati. Uno di quelli che più fece scalpore a metà degli anni 70′ era quello di condurre in mare aperto con un elicottero lo sventurato ed abbandonarlo li per farlo morire di stenti e disidratazione su un gommone.

Ora le famiglie dei desaparecidos chiedono vendetta: “adesso che finalmente è qui pretendiamo che sia fatta giustizia” ha detto il portavoce delle vittime in aula. Lui, come i familiari del resto, è stato accontentato, l’ex dittatore dovrà infatti scontare nelle dure carceri panamensi ben 60 anni di carcere, ossia ben più di quelli che gli rimangono da vivere.

Il dittatore veniva soprannominato “faccia d’ananas” per via della pesante butteratura che lo contraddistingueva, ma in patria nessuno osava utilizzare questo appellativo, per timore che qualche spia lo riferisse alle autorità, che erano istruite per usare la massima severità in queste situazioni. Adesso i giornali panamensi titolano e lo chiamano così senza alcun problema. Purtroppo ancora oggi il traffico di droga da lui avviato è una realtà difficile da risolvere ed in questo le ingerenze degli Stati Uniti si fanno ancora sentire più forti che mai.

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