Donna di 30 anni morta per overdose di Coca Cola

Natasha Harris aveva sviluppato una vera e propria dipendenza dalla famosa bevanda arrivandone a bere almeno 10 litri al giorno.

di Simona Vitale 13 febbraio 2013 12:21

Un coroner della Nuova Zelanda ha apertamente accusato uno dei marchi di maggior valore al mondo concludendo, per mezzo di alcuni esami, che una donna di 30 anni è morta per overdose di coca cola. La giovane, sviluppando una vera e propria dipendenza, è deceduta dopo averne bevuta troppa ed è stata stroncata da un’aritmia cardiaca. L’inchiesta ha messo in evidenza che Natasha Harris di Invercargill, madre di 8 figli, morta nel febbraio 2010, beveva fino a 10 litri di “Classic Coke” al giorno, ovvero più del limite sicuro di caffeina, con un apporto di quasi un chilo di zucchero al giorno. Parliamo di un consumo totale di 24 mila litri in 8 anni.

Come ha raccontato Chris Hodgkinson, compagno della donna, la salute di Natasha era decisamente peggiorata nel corso dei mesi precedenti alla morte: “Non aveva energia e sentiva nausea tutto il tempo. La mattina si alzava e vomitava. Se non beveva Coca cola era di cattivo umore, soffriva di mal di testa e si sentiva priva di energia”.

Tuttavia, i legali della Coca Cola sostengono che non sia certo che a causare il decesso della donna siano state le effettive quantità di Coca Cola, poiché gli stessi esperti non sono stati del tutto concordi sulla causa più probabile della morte. David Crerar, medico legale, in un verdetto che avrà sicuramente una certa eco mondiale ritiene che la 30enne sia morta proprio per la dipendenza dalla famosa bevanda. Queste le sue parole: “Se non fosse stato per il consumo di quantità molto grandi di Coca cola è improbabile che sarebbe morta nel momento e nel modo in cui è successo”.

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