Napolitano: “Rigore sui decreti”. Grasso: “Pronto a intervenire”

Il capo dello Stato ha invitato a valutare l'ammissibilità degli emendamenti secondo "criteri di stretta attinenza all'oggetto del provvedimento".

di Luca Fiorucci 28 Dicembre 2013 9:49

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto “milleproroghe”, rivisto rispetto all’originale dopo che, alla vigilia di Natale, su indicazione del presidente della Repubblica, aveva rinunciato alla conversione del decreto “salva-Roma“, e il capo dello Stato ha scritto una lettera al presidente del Consiglio e ai presidenti di Camera e Senato, sollecitando “massimo rigore” nel decidere l’ammissibilità degli emendamenti ai decreti legge durante il loro esame in Parlamento. Napolitano, nella sua lettera, ha ricordato che il decreto “salva Roma” si è visto aggiungere “dieci articoli per complessivi novanta commi”, e ha invitato “ad attenersi nel valutare l’ammissibilità di emendamenti ai decreti legge a criteri di stretta attinenza all’oggetto del provvedimento, anche adottando opportune modifiche dei regolamenti parlamentari”.

Il capo dello Stato ha precisato che comunque il governo ha diritto ad una “parziale reiterazione” delle misure presenti in un decreto non convertito in legge, a condizione che vi siano, come ha stabilito la Corte Costituzionale,nuovi motivi di necessità e urgenza“. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha raccolto il monito di Napolitano, e, durante la conferenza dei capigruppo, ha a sua volta avvertito: I criteri indicati dal Colle sull’esame dei dl siano rigorosamente rispettati, o non esiterò a dichiarare improponibili, per estraneità della materia, emendamenti di qualunque provenienza, anche se presentati dai relatori o dal Governo o già approvati dalla Commissione con i pareri favorevoli dei relatori e del Governo“.

Grasso ha ricordato che, per il decreto “salva-Roma”, la presidenza ha comunque esercitato i suoi poteri di vigilanza, e comunque, per ottenere il “rigore” sull’ammissibilità degli emendamenti chiesto da Napolitano, è necessaria la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, compreso il governo. La presidente della Camera Laura Boldrini ha invece fatto sapere che nelle prossime settimane dovrebbe essere pronta una bozza delle nuove regole dei lavori della Camera, che dovrà poi essere votata dall’aula. Dal Pd, il capogruppo al Senato Luigi Zanda ha accolto positivamente il monito del Quirinale: “Il richiamo del presidente Napolitano è da condividere dalla prima all’ultima parola” ha affermato. Il premier Enrico Letta, invece, intervenendo in conferenza stampa per illustrare il decreto “milleproroghe“, ha detto che la mancata conversione del decreto “salva Roma” ha evidenziato come “in questo Paese sia essenziale una riforma complessiva del procedimento legislativo”, da attuarsi “entro il 2014”.

Quanto al provvedimento, Letta ha spiegato: “Il decreto è costituito con le proroghe essenziali, e accanto a questo si sono prese le norme essenziali del dl salva Roma che abbiamo deciso di non portare a termine in Parlamento per l’eterogeneità che era venuta fuori”. Fra le misure, la sospensione degli sfratti per “le categorie disagiate“, il rinvio della “web tax“, che è stata posticipata al primo luglio, la norma sugli affitti “d’oro” di Camera e Senato, che prevede che le amministrazioni pubbliche potranno recedere dalle locazioni passive entro il 30 giugno 2014, lo stanziamento di 115 milioni per il bilancio di Roma Capitale e una riallocazione di fondi europei per 6,2 miliardi di euro, che dovrebbero andare a sostegno dell’occupazione, delle imprese e delle economie locali e al contrasto della povertà.

Commenti