Napolitano contestato anche a Sassari: “Buffone, non ti vogliamo”

Dopo Cagliari, anche a Sassari urla e contestazioni nei confronti di Napolitano: "Buffone non ti vogliamo", "Uomo delle banche". I contestatori hanno anche manifestato il proprio dissenso verso il governo Monti.

di Massimiliano Dramis 21 Febbraio 2012 16:10

Ancora contestazioni nei confronti del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante la sua visita in Sardegna. Difatti, dopo le contestazioni giunte ieri a Cagliari, anche oggi ci sono stati dei contestatori che non hanno voluto mancare l’occasione per manifestare il proprio dissenso verso l’operato della massima carica dello Stato.

Già ieri difatti, c’erano stati già ieri segnali di dissenso nei confronti diNapolitano, provenienti da un gruppo di manifestanti appartenenti al movimento anti-Equitalia. Il presidente era in visita a Cagliari per inaugurare  un’opera dello scultore sardo Pinuccio Sciola. Oggi invece, a Sassari, Napolitano è stato oggetto di urla e contestazioni da parte di due piccole ali di indipendentisti sardi, attivisti del Partito Comunista dei Lavoratori ed anche alcuni contestatori del movimento anti-Equitalia.

“Buffone, non ti vogliamo”. Tra i cartelli dei contestatori anche alcuni che definivano il capo dello stato “uomo delle banche”, oppure “il capo dei rinnegati”.  Non sono mancati neanche insulti verso il Governo Monti.  Il presidente della Repubblica si trovava a Sassari per incontrare il sindaco  Gianfranco Ganau,  per ricevere “il Candeliere d’oro speciale”, che è “un riconoscimento conferito ogni anno, in occasione della festa della città, La discesa dei candelieri, a personaggi illustri che con il loro operato abbiano dato benemerenza a Sassari ed alla Sardegna”.

Ecco i commenti di replica a quanto accaduto rilasciati dalla massima carica dello Stato: “Nell’affrontare i problemi di questa crisi e anche del grande malessere e le forti reazioni di malcontento e protesta dobbiamo avere piena consapevolezza del contesto in cui ci muoviamo che è quello di una Europa in serie difficoltà e di un mondo radicalmente cambiato. E dobbiamo vedere davvero cosa possa svilupparsi o nascere in Sardegna, qualcosa capace di reggere ad una competizione così stringente e ardua anche per l’insieme dell’Europa. Qui però scontiamo riflessi particolarmente gravi e preoccupanti della crisi ma non possiamo e questo va detto a chiunque abbia voce nella protesta e nel malcontento, naturalmente voce legittima purché non si sconfini nella illegalità e nella violenza» per cui «mai è sufficiente la vigilanza ed il richiamo”.

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