Beppe Grillo scrive a Monti: “Incontriamoci, le presenterò il programma del M5S”

"Lei ha studiato dai gesuiti, ma, rimanendo in tema di ordini religiosi, dovrebbe rifarsi ai francescani - scrive il comico sul suo blog. - Spogliarsi dalle sue relazioni con il mondo che lo ha nominato e rivolgersi direttamente agli italiani. Se non può farlo, le consiglio di lasciare l'incarico".

di Gianni Monaco 25 Novembre 2011 10:34

Beppe Grillo, si sa, non nutre grande stima nei confronti di politici e banchieri. Il comico genovese, dal suo blog, non ha risparmiato nemmeno il nuovo presidente del consiglio Mario Monti: “è stato eletto dallo spread e non dagli Italiani e la luna di miele col popolo potrebbe presto finire”. Per Grillo, comunque, l’ex commissario europeo alla concorrenza può consolarsi: “peggio dell’esecutivo di Berlusconi, non potrà fare”.

Il leader del Movimento 5 Stelle suggerisce al neo premier di prendere una serie di iniziative: tagli delle province, niente più finanziamenti elettorali, niente contributi pubblici all’editoria. Grillo, inoltre, ritiene che vadano bloccate subito le “grandi opere inutili” come la Tav, la Gronda di Genova, l’Expo di Milano: “sa meglio di me che non servono a nulla”.

Al termine della missiva, il blogger più famoso d’Italia dà a Monti un “consiglio” e gli chiede un incontro: “Lei ha studiato dai gesuiti, ma, rimanendo in tema di ordini religiosi, dovrebbe rifarsi ai francescani. Spogliarsi dalle sue relazioni con il mondo che lo ha nominato e rivolgersi direttamente agli italiani. Se non può farlo – dice Grillo – le consiglio di lasciare l’incarico. Ripetere gli stessi errori e nefandezze dei politici che l’hanno preceduta non le farebbe onore. Le chiedo un incontro per illustrarle il programma del Movimento 5 Stelle. Spero in una risposta positiva”. Che farà il sobrio Monti? Accetterà l’incontro con il vulcanico Grillo, oppure lascerà cadere nel vuoto l’invito? Di sicuro, comunque vada, il nuovo premier sarà uno dei bersagli principali del comico genovese nell’anno e mezzo che ci separa dalle nuove elezioni.

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