Mario Monti: “Sono preoccupato, ma le dimissioni inevitabili”

Anche dall'estero è palpabile la preoccupazione per il futuro dell'Italia, dopo la credibilità faticosamente riacquistata nel corso dell'ultimo anno.

di Simona Vitale 10 Dicembre 2012 12:58

Dopo aver comunicato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la sua ferma intenzione di dimettersi in seguito all’approvazione della legge di Stabilità, il Premier Mario Monti, seppur senza amarezza, appare estremamente preoccupato nel momento in cui si apre la crisi del suo governo tecnico.

Spiega Monti:

Sono convinto di aver fatto la cosa giusta e in ogni caso non potevo farne a meno, dopo quel che è successo. Ma sono preoccupato, naturalmente: non per me, ma per quel che vedo. La mia decisione non ha avuto bisogno di un confronto politico. Non è vero che mi sono consultato con gli onorevoli Bersani e Casini prima di andare al Quirinale. Non ne avevo il tempo, e in qualche modo potrei dire che non ne ho avvertito la necessità. Nel senso che mi era ben chiaro che cosa dovevo fare. Ecco perché non ne ho parlato nemmeno con esponenti del governo. Ho voluto confrontarmi soltanto con il Capo dello Stato. Poi, a cose fatte, ho chiamato Bersani e Casini. E dopo anche l’onorevole Alfano.

In ogni caso le percezioni di Monti sono palpabili anche all’estero e la preoccupazione per il dissesto politico, istituzionale e finanziario dell’Italia è ancora maggiore. Questo accade perché è alla figura del tecnico Monti che è legato il recupero della credibilità riconquistata, nel corso dell’ultimo anno, dall’Italia, dopo il clima di sfiducia internazionale nel quale era precipitato il Paese, durante gli ultimi mesi del governo Berlusconi e la conseguente caduta.

Monti spiega anche perché ha preferito scegliere una giornata festiva, sabato, per dare l’annuncio delle sue dimissioni:

Ho preferito che la decisione e l’annuncio cadessero in un giorno di mercati chiusi, con ventiquattro o trentasei ore di tempo per riassorbire un eventuale “colpo”, nella speranza naturalmente che il colpo non ci sia. Spiegando subito, in ogni caso, che le dimissioni diventeranno effettive solo dopo l’approvazione della legge di stabilità, che spero proprio arriverà come previsto.

A proposito delle dichiarazioni del segretario del Pdl Angelino Alfano, Monti ha ribadito:

L’ho interpretata veramente come un attestato di sfiducia, anche se non espressa in modo formale. Ma non era necessario, tutto era ormai chiaro.

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