Governo, Monti si dimette dopo un “anno difficile ma affascinante”

Il presidente Napolitano procederà alla consultazione dei capigruppo parlamentari. Domani il premier scioglierà le riserve sul suo futuro politico.

di Daniela Santoni 22 Dicembre 2012 15:22

L’addio a Monti non ricorderà solo un celebre passo de “I promessi Sposi”. Nel ricordo degli italiani segnerà la fine dell’esperienza del governo tecnico. Il premier lo aveva detto e lo ha fatto, così dopo l’approvazione della legge di stabilità, quale ultimo atto del suo esecutivo si è recato al Colle per rassegnare le proprie dimissioni. Per la giornata di oggi sono previste le consultazioni dei presidenti e dei capigruppo parlamentari da parte del presidente Giorgio Napolitano prima di procedere allo scioglimento delle Camere. La conferma delle imminenti dimissioni era venuta dallo stesso presidente del Consiglio nelle parole finali del suo intervento all’assemblea degli ambasciatori italiani.

“Trovo simbolico, a me molto gradito, che questa mia visita qui a questa conferenza siano l’ultimo atto e le ultime parole prima di quella formale rassegnazione delle dimissioni davanti al capo dello Stato”, ha detto Monti alla fine del suo intervento alla Farnesina ringraziando per “questi difficili ma affascinanti tredici mesi”.

Mario Monti ha lasciato l’incarico. Come aveva annunciato la sera dell’8 dicembre, il capo del governo ha rassegnato nelle mani del presidente della Repubblica le proprie “irrevocabili dimissioni”, confermando la disponibilità a restare in carica “per il disbrigo degli affari correnti”. Napolitano – si legge in una nota del Colle – “ha preso atto delle dimissioni” e procederà oggi alla consultazioni dei gruppi parlamentari.

Per tutta la giornata l’addio di Monti era rimasto sullo sfondo dell’ultima seduta parlamentare, quella destinata ad approvare la legge di stabilità. “Un anno fa questo governo era al varo, oggi invece, non per colpa della profezia Maya, dovremo terminare il ruolo”. Usa una battuta il presidente del Consiglio Mario Monti per congedare il suo esecutivo. Cosa ne sarà del futuro politico del premier uscente, invece, dovrebbero essere sciolte domenica 23 dicembre alle 11.00 la data e l’ora a cui è stata fissata la conferenza stampa di fine anno.

Commenti