Milanese: no della giunta all’arresto

di Vincenzo Avagnale 14 Settembre 2011 9:46

La giunta per le autorizzazioni di Montecitorio ha detto ‘no’ all’arresto di Marco Milanese, parlamentare ed ex collaboratore del ministro Tremonti. La votazione della giunta sul caso dell’ex braccio destro del ministro dell’economia si è conclusa con 11 voti contro l’arresto e 10 favorevoli. Rispettato il parere del relatore, Fabio Gava, che per l’appunto era sfavorevole all’arresto.

Ad essere precisi la Giunta per le Autorizzazioni della Camera “dirà” no all’arresto di Marco Milanese. Il voto ufficiale ci sarà solo domani mattina alle ore 9, ma le dichiarazioni dei votanti espresse già da oggi non lasciano spazi a dubbi: l’organismo parlamentare presieduto da Pierluigi Castagnetti si presenterà in Aula il prossimo 22 settembre per “salvare” Milanese dai magistrati di Napoli che ne chiedono l’arresto. E a quel punto, afferma il finiano Nino Lo Presti, “potrà succedere di tutto” visto che “il voto dovrà essere segreto in ogni caso a norma dell’articolo 49 del Regolamento di Montecitorio”.

Conti alla mano, la maggioranza in Giunta (7 Pdl, 2 Lega, 1 Misto, 1 ex Responsabili) difenderà Milanese, come chiede il relatore Fabio Gava. Mentre l’opposizione (5 Pd, 1 Idv, 2 Fli e 2 Udc) darà ragione alle toghe campane.

Ancora molte le polemiche sulla vicenda provenienti da tutti i fronti. Il Pd accusa infatti i membri della Giunta del carroccio di votare solamente secondo logiche di maggioranza (alcuni esponenti si sarebbero lasciati sfuggire che bisogna salvare Milanese perchè “Tremonti è ancora un ministro troppo importante“). L’Udc non trova un accordo ed è Casini a doverci mettere una toppa invitando “alla libertà di voto su un caso controverso”.

Lo stesso Marco Milanese spara raffiche di parole sulla “gogna mediatica” a cui è stato sottoposto dall’inizio della vicenda. “Contro di me – tuona in Giunta – c’é stato un vero e proprio massacro mediatico”. In più, ci tiene a sottolineare, “il fumus persecutionis contro di me è evidente visto che i Pm di Napoli credono a Viscione che invece ce l’ha con me solo perché vuole vendicarsi: non gli candidai il figlio sindaco di Cervinara”

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