Merkel e Sarkozy fanno comunella per decidere i destini dell’Ue

Invece di consultarsi in maniera trasparente con gli altri membri dell'Unione, Francia e Germania si isolano e poi annunciano riforme che cambierebbero l'intero assetto europeo. Possono davvero permettersi una simile arroganza?

di Vincenzo Avagnale 27 Novembre 2011 12:00

Mentre l’Euro lotta per la propria sopravvivenza ed i mercati non reagiscono come sperato all’arrivo al governo italiano del tecnico Mario Monti l’asse Berlino-Parigi si va rafforzando, ma piuttosto che porsi come guida verso i paesi in difficoltà in atteggiamento di fratellanza ed amicizia, come sarebbe logico aspettarsi da alleati e compagni di percorso nell’Unione Europea, Francia e Germania si appartano e poi annunciano riforme senza volerle spiegare a nessuno. Decisamente un atteggiamento da padrone di casa che paga le bollette piuttosto che da fratello che ti tende la mano in un momento di difficoltà.

Il punto sarebbe una nuova e più decisiva modifica al patto di stabilità, a cui le principali economie potrebbero sottoporsi volontariamente (onde velocizzarne l’entrata in vigore) che quindi concretizzerebbe una maggiore stabilità e mettere un po’ al riparo dalla speculazione finanziaria l’Eurozona. L’idea è buona, ma i dettagli sono stati discussi in un menage a due fra il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel… Siamo sicuri che i i due abbiano il titolo per una tale riservatezza nei confronti degli altri leader europei?

Dopo l’Italia sta toccando rapidamente anche alla Francia ed il vertiginoso e costante aumento dello “spread” dei titoli d’oltr’Alpe rispetto a quelli tedeschi, che pure aumentano sempre più gli interessi per evitare un tracollo, come possono dunque due economie (sicuramente forti e trainanti nell’Unione) anch’esse solo in attesa di venir bersagliate dai mercati fare la paternale ai propri colleghi europei? L’arroganza di Sarkozy era ben nota, mentre che la Merkel intendesse dare una stretta a causa del malcontento del parlamento tedesco verso le “eccessive” pretese dell’Europa era ormai un dato di fatto, ma forse i due leader non hanno valutato o non voglio valutare che fra poco anche loro finiranno per commissariarsi al Fondo Monetario Internazionale.

Infatti, sebbene non sia mai stato detto direttamente, i prossimi colloqui fra Jose Manuel Barroso ed il presidente del Consiglio europeo Herman van Roumpy con Timothy Geithner e Barack Obama saranno probabilmente al centro di un’argomentazione dell’elité americana, che vuole invitare l’Europa a far capo all’Fmi per risolvere i problemi dell’Eurozona.

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