Massacro in Alta Savoia, ancora mistero sulla morte

Nascono le prime piste da seguire sul mistero dello sterminio della famiglia britannica uccisa ieri, in Francia.

di Elena Arrisico 7 Settembre 2012 10:47

Ancora giallo sulla morte di un’intera famiglia britannica avvenuta ieri ad Annecy, sulle Alpi in Francia. La famiglia barbaramente uccisa sarebbe quella di Saad Al-Hilli: un ingegnere di origine irachena, ma residente in Inghilterra ormai da anni. Ad essere uccisi sono stati, dunque, Saad, la moglie Ikbal, la madre di lui ed un ciclista che si trovava nei paraggi, molto probabilmente, semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Gli inquirenti che stanno indagando sulla strage – definita da uno dei procuratori “di una violenza inaudita” – stanno seguendo la pista del denaro: Saad avrebbe, infatti, avuto un litigio per motivi legati ai soldi con il fratello; ad affermarlo è il procuratore che sta seguendo l’indagine, Eric Maillaud. Pare, inoltre, che l’uomo fosse stato spiato dagli 007 britannici; a scriverlo è il Daily Mail, che cita una fonte vicina all’ingegnere.

Lo spionaggio avrebbe avuto inizio nel 2003, anno dell’inizio della guerra in Iraq: “Li vedevo che lo spiavano, a lui e al fratello“, ha dichiarato la fonte. Saad era proprietario – sempre secondo il Daily Mail – di un’azienda di computer design fondata nel 2001, la SHTECH, che offriva la propria consulenza ad una compagnia di fotografie aeree inglesi.

La famiglia dell’uomo – il padre Kadhim e la madre Fasiha – era stata costretta a fuggire dall’Iraq alla fine degli anni ’70, a causa di alcuni dissidi con il partito Baath, poco prima dell’avvento al potere di Saddam Hussein nel 1979. Così, Saad ottenne una laurea in ingegneria meccanica e divenne cittadino britannico nel 2002.

Un vicino di Hilli, Jack Saltman, pare abbia riferito che, poco prima di mettersi in viaggio per la Francia, Saad gli aveva parlato di un “problema personale“, di cui l’uomo non ha voluto parlare: “Sicuramente, era preoccupato per la sicurezza del resto della sua famiglia rimasta in Iraq. La notte prima di partire, è venuto da me per dirmi di dare un occhio alla casa in sua assenza“, ha dichiarato Saltman, che fornirà tutti i dettagli alla polizia.

Si apprende che Al-Hilli era noto ai servizi segreti da almeno 20 anni. Nel 2003, durante l’invasione americana ed inglese dell’Iraq, le autorità del servizio segreto hanno approntato un’operazione di sorveglianza presso casa sua per varie settimane. Su Internet, si legge l’ipotesi che l’uomo fosse in qualche modo collegato all’universo dello spionaggio. Arrivato in Inghilterra negli anni ’70, è stato educato fino alla laurea“.

Queste le parole scritte sul Daily Mail. Pare, inoltre, che alcuni uomini del servizio segreto si trovassero sul luogo dell’omicidio e che Saad avesse lavorato a progetti su reattori al plasma, nel Regno Unito. Nel frattempo, proseguono le indagini:

Tutte le piste stanno venendo prese in considerazione, anche le più macabre… Finora, ci sono ben pochi elementi. Tutte le vittime sono state uccise con armi da fuoco, con più colpi e tutte hanno un colpo che gli è stato sparato in testa. L’autopsia di domani permetterà di precisare le circostanze del decesso“.

Ha dichiarato, a TF1, il procuratore Maillaud. La figlia maggiore è ferita gravemente, ma non in pericolo di vita; è ricoverata in ospedale, dove si trova in coma farmacologico. La piccola bimba di soli 4 anni, invece, sta bene e sta “iniziando a parlare“.

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