Marò, processo affidato ad un tribunale speciale

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone potranno trasferirsi a New Delhi e avere piena libertà di movimento in tutto il territorio indiano.

di Simona Vitale 18 Gennaio 2013 10:34

La Corte Suprema indiana a New Delhi ha sentenziato che stato indiano del Kerala ”non aveva giurisdizione per intervenire nell’incidente che ha coinvolto i due marò, perché lo stesso era avvenuto fuori dalle acque territoriali indiane”. Questo è stato uno degli argomenti principali che hanno convinto i giudici, Altaas Kabir e J. Chalemeswar, a disporre la costituzione di un tribunale speciale a New Delhi che dovrà riesaminare il caso.

La corte ha anche ravvisato che i due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre”non godevano di immunità sovrana” nella loro funzione di sicurezza sulla Enrica Lexie, che, in maniera automatica, avrebbe comportato l’applicazione della giurisdizione italiana.

In forza di un’ordinanza della Corte Suprema indiana i marò saranno trasferiti a New Delhi ed avranno piena libertà di movimento in tutta l’India. Questo è quanto emerso, secondo fonti diplomatiche, dal dialogo fra i giudici e gli avvocati della difesa, dopo la pubblicazione della sentenza che ha ordinato la costituzione del tribunale speciale.

L’Italia aveva sa sempre insistito affinché la giurisdizione passasse ad altro tribunale. Come scrive il Times of India, che riporta la notizia in apertura del proprio sito, il reato per il quale i due marò italiano saranno processati è di natura federale. Pertanto solo il governo federale può avere giurisdizione in merito. Sarà proprio quest’ultimo, dunque, a mettere in piedi un tribunale speciale in stretta collaborazione con il vertice del sistema giudiziario indiano.

La sentenza non ha indicato dove questo tribunale speciale sarà insediato, ma il governo federale avrà piena libertà di scelta a tal proposito. I due marò hanno appreso la notizia della sentenza mentre si trovavano al commissariato di polizia a Kochi per la firma quotidiana di presenza. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, tornati in hotel con degli accompagnatori non hanno rilasciato dichiarazioni sebbene fonti italiane ritengono che la sentenza sia stata ben accolta come un deciso passo in avanti.

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