Libia: scoperta fossa comune con gli oppositori al regime

di Vincenzo Avagnale 26 Settembre 2011 10:59

Mentre la guerra infuria e continuano i combattimenti a Sirte fra ribelli e lealisti il mondo scopre un terribile carcere degli orrori. Ad Abu Salim viene alla luce una fossa comune con dentro i resti degli oppositori del regime di Gheddafi.

L’orrore del carcere di Abu Salim è venuto fuori negli scorsi giorni, quando Anis, figlio di Salem Nasser (oppositore rinchiuso nel carcere e mai uscitone vivo), ha condotto le autorità sul posto per svelare il trattamento che il regime del raiss libico riservava ai suoi detrattori: morte e sepoltura in un’innominata fossa comune. Anis spiega: “avevo due anni quando l’hanno preso, non ne ho saputo più nulla. Non so nemmeno perchè l’hanno rinchiuso qui, era un uomo buono, pregava sempre Allah.” Questo non deve aver affatto impietosito le guardie del carcere, che in seguito ad una rivolta, nel 1996, uccisero e seppellirono qui tutti i 1795 prigionieri, di cui purtroppo non si conosce il nome, a parte Salem Nasser, padre di Anis.

Prima di diventare una fossa comune era uno spiazzo rettangolare di una cinquantina di metri per trenta di larghezza, posto fra le ali bianche delle mura del carcere alte venti metri. Pare che abbiano calato dentro i prigionieri e poi li abbiano freddati a colpi di mitra. “Gli hanno sparato come al tiro a segno, si sono messi vicino alle porte e poi hanno ucciso 1796 persone inermi, colpevoli solo di essersi ribellati a condizioni inumane e ad una pena ingiusta. Colpevoli solo di aver detto troppo ad alta voce un’opinione diversa da quella del regime” ha concluso fra le lacrime Anis Nassar descrivendo il massacro svoltosi ad Abu Salim.

Gli scavi sono cominciati dopo la cattura di alcuni uomini di Gheddafi, che negoziando per ridurre le proprie future condanne hanno rivelato il luogo dell’eccidio. Ancora un episodio triste, forse non l’ultimo, che la Libia sta affrontando a causa di un uomo, Moammar Gheddafi, che l’ha tenuta in pugno per troppo tempo.

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