Gheddafi: “Sarkozy e Cameron colonizzeranno la Libia!”

di Vincenzo Avagnale 16 Settembre 2011 15:46

Ancora oggi si combatte in Libia, mentre Sarkozy e Cameron passeggiano per Tripoli esultando per la vittoria ed Erdogan li raggiunge terminando il suo tour nordafricano con una tappa in più, i ribelli conquistano Bani Walind; tuttavia l’obiettivo principale, la città di Sirte (a 150 km a sud da Tripoli), resta in mano alle forze leali a Gheddafi, forze che rappresenterebbero ancora il 15% di quelle possedute all’inizio della guerra dal dittatore.

Il portavoce del rais Moussa Ibrahim ha affermato: “vogliono colonizzare la Libia, trasformarla in un feudo dell’Occidente. La Francia vuole rafforzare i suoi agenti in Libia, mentre la Gran Bretagna cerca di favorire i suoi alleati confinanti con noi!” Parole che trovano ben poca eco fra le fila dei ribelli, che nonostante abbiano subito 16 perdite e 34 feriti nelle sole battaglie di ieri continuano a combattere ed avanzare.

Il consiglio di transizione guidato da Mustafa Abdel Jalil ha rinnovato il suo apprezzamento per l’aiuto dei componenti della missione Nato ed ha completamente ignorato il commento del portavoce di Gheddafi, che pur essendo considerato ancora una minaccia importante è ormai relegato al ruolo del topo in questa caccia dove non è più in dubbio chi vincerà, ma solo quanto tempo sarà necessario a catturare il topo. Si concentra invece con i rapporti coi paesi esteri in cerca di alleanze utili alla ricostruzione del paese, lasciando alle parti in causa assicurazioni sul rispetto degli accordi internazionali sulle forniture di petrolio e gas libico, ma anche stipulando nuovi trattati, come quello che si sta già formalizzando in questi giorni con la Cina.

Il portavoce del ministero degli esteri cinese in Libia Jiang Yu ha assicurato che la Cina auspica rapporti pacifici e di collaborazione con il neonato governo di transizione e che il suo paese avrà un ruolo importante nella ricostruzione; tuttavia ha anche spiegato che i tempi non sono ancora maturi affinchè una delegazione più numerosa venga inviata in Libia.

Ora, che Gheddafi abbia ragione o meno riguardo alla colonizzazione della Libia è difficile giudicarlo. Certo è che i numerosi paesi intervenuti o anche solo spettatori di questa “rivoluzione” sembrano avere tutti qualche motivo per essere gentili col nuovo governo del paese nordafricano.

Aggiornamento delle 19,50

Fonti dell’Ansa riferiscono che i ribelli che fino a qualche ora fa assediavano la città di Sirte ora sono in rotta dopo un massiccio lancio di razzi da parte dei lealisti di Gheddafi. Rimandata ancora la fine di questo conflitto. I vertici Nato hanno commentato “avevamo avvisato il consiglio di transizione di non sottovalutare le forze restanti dei lealisti!”

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