Liberati i 3 marinai italiani rapiti in Nigeria

L'annuncio è stato fatto in mattinata dal ministro degli Esteri Giulio Terzi che ha ringraziato i funzionari della Farnesina per il lavoro svolto.

di Simona Vitale 9 Gennaio 2013 9:41

Erano stati sequestrati lo scorso 23 dicembre al largo delle coste della Nigeria, mentre si trovavano a bordo del rimorchiatore Asso21 sul quale erano imbarcati e diretti a Port Harcourt. Ora i 3 marinai italiani sono stati liberati. L’annuncio è stato fatto dal ministro degli Esteri Giulio Terzi, il quale ha dichiarato: “I nostri tre marinai sono liberi e faranno presto rientro in Italia”. Quel fatidico 23 dicembre, un gruppo di sette uomini armati aveva assaltato il cargo mentre faceva rotta su Port Harcourt. Ma, in maniera differente rispetto a quanto è avvenuto per altri sequestri di navi, il commando armato non aveva trattenuto tutta l’imbarcazione ma soltanto rapito quattro membri dell’equipaggio, 3 italiani e un cittadino ucraino. Immediatamente erano scattate le ricerche, anche grazie alla marina della Nigeria e al lavoro diplomatico della Farnesina.

Emiliano Astarita, il comandante del rimorchiatore sequestrato ha riferito a suo padre Franco che stanno tutti bene e che sono stati trattati bene, sebbene siano dimagriti molto. Insieme ad Astarita, a bordo del rimorichiatore della società armatrice Augusta Offshore, c’erano Salvatore Mastellone e Giuseppe D’Alessio. I tre italiani, prima con un battello, e poi con un’automobile, sono stati condotti nella cittadina della Nigeria Port Harcourt. Probabile che tra un paio di giorni i marinai possano anche rientrare in Italia.

Ha continuato il ministro Terzi:

È un successo degli uomini e delle donne della Farnesina e di tutti i funzionari delle strutture dello Stato coinvolte, che con la loro tenacia e professionalità hanno reso possibile l’esito positivo di questa difficile vicenda. Desidero inoltre ringraziare le autorità nigeriane, che in queste settimane ci hanno sempre assicurato la massima collaborazione.

Sono gli italiani sequestrati all’estero e che, nel corso di questi ultimi mesi, sono stati riportati a casa. Due invece quelli che, purtroppo, rimangono ancora nelle mani dei rapitori. Parliamo dell’ingegnere Mario Belluomo, 63 anni di Catania, rapito in Siria lo scorso 17 dicembre tra Homs e Tartus, e il cooperante Giovanni Lo Porto, 38 anni di Palermo, da circa un anno nelle mani di un gruppo talebano pachistano.

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