Liberalizzazioni, Monti punta farmacie e notai

Mario Monti aveva promesso e poi insistito sulla necessità di aumentare la concorrenza in diversi settori tramite le liberalizzazioni, anche per categorie fino ad ora privilegiate come i farmacisti ed i notai. Ora queste promesse si concretizzano in un intervento concreto.

di Vincenzo Avagnale 10 gennaio 2012 11:50

Ieri a “Porta a Porta” il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Catricalà ha spiegato che entro il 20 gennaio si spera di riuscire ad approvare il decreto sulle liberalizzazioni, con cui il governo Monti intende rilanciare la concorrenza, smuovendo diversi settori del mercato oggi ingolfati da norme che forniscono privilegi a categorie come i notai ed i farmacisti.

In realtà il provvedimento avrà un respiro molto più ampio ed andrà ad interessare anche settori come l’energia, i taxi, le ferrovie, i servizi pubblici locali (fra i quali anche l’acqua, sebbene entro i limiti imposti dal referendum), i servizi finanziari e le professioni. Sui carburanti le voci sono contrastanti. Molto avversata la possibilità di permettere la vendita di benzina al di fuori dei rapporti di esclusiva, ad opera dei petrolieri; mentre secondo lo stesso Catricalà non sarebbe indispensabile la separazione fra Snam Rete gas e l’Eni (o comunque non sarebbe poi in definitiva una priorità).

Su farmacie e notai invece il governo è stato molto chiaro: apertura alla concorrenza, nessuno può mantenere privilegi in questo periodo di crisi. Proposito che tuttavia non sembra coincidere con la prudenza con cui le norme per attuare questo proposito vengono messe sul tavolo della discussione parlamentare. Ad esempio sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C si procede coi piedi di piombo ed al momento sembra procedere un timido allargamento della possibilità di vendita di farmaci di questa fascia a supermercati e parafarmacie per quelli di tipo ormonale. Per i notai invece si punterebbe semplicemente ad un aumento del numero massimo consentito dalla legge.

Meno timide, anzi decisamente insistenti, le voci di un effettiva limitazione dell’egemonia di Ferrovie dello Stato. Secondo Catricalà verrà presto fornita la concreta possibilità concreta di far introdurre altri operatori e quindi creare un vero regime di concorrenza in ambito ferroviario. Un’altra forte spinta verrà fatto sugli enti locali, sebbene sull’acqua venga da più parti espresso il rammarico di non poter superare i limiti imposti dal referendum.

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