Beppe Grillo sta coi tassisti: “Sono poveri e non sono dei raccomandati”

"Chi guida un taxi - scrive il blogger più famoso d'Italia - può essere un impiegato licenziato che ha investito la sua liquidazione, un padre che ha comprato la licenza per dare un futuro al figlio".

di Gianni Monaco 21 Gennaio 2012 15:30

Questo pacchetto liberalizzazioni sembra non piacere a nessuno. Da una parte ci sono le categorie direttamente interessate, che si considerano danneggiate dal governo Monti. Dall’altra parte c’è chi sostiene che le iniziative dell’esecutivo sono troppo timide e che la libera concorrenza non ne trarrà alcun reale giovamento.

Beppe Grillo non ha dubbi. Il leader del Movimento 5 Stelle sta dalla parte dei tassisti, che da settimane sono in agitazione e stanno mettendo in crisi diverse città italiane. Compresa Genova, dove l’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ha rischiato di essere aggredito.

Per il blogger, il governo non ha il diritto di cancellare il valore delle licenze, che si aggira intorno ai 100-200mila euro. “Chi guida un taxi può essere un impiegato licenziato che ha investito il suo Tfr, un padre che ha comprato la licenza per dare un futuro al figlio. Se si vuole liberalizzare, in modo che chiunque possa diventare tassista, vanno prima rimborsati”, scrive il leader del Movimento 5 Stelle, secondo il quale la categoria principale da colpire è invece quella dei politici, ovvero “i responsabili della catastrofe”.

Secondo Beppe Grillo, è sbagliato demonizzare i tassisti: quelli “ricchi sono rari come i politici onesti. E’ un lavoro che si sono comprati con i loro soldi, non attraverso raccomandazioni, conoscenze, leccate di culo. La loro reazione – dice il blogger – è dettata dal baratro della povertà che gli si spalanca davanti. C’è il mutuo da pagare, c’è la retta della scuola dei figli”.

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