Lega, le voci sul voto accelerano il crollo

Le tensioni interne della Lega aumentano d'intensità con le voci di un accordo con Berlusconi per cementificare il controllo di Bossi sul partito.

di Vincenzo Avagnale 14 Ottobre 2011 10:53

Le notizie, assolutamente non confermate ufficialmente, di un patto siglato la scorsa notte fra Berlusconi e Bossi per andare alle urne la prossima primavera accelera il conflitto interno al Carroccio fra Maroniani e membri del “cerchio magico”.

La mossa, sebbene rimanga solo un’ipotesi, una voce di corridoio, sarebbe da manuale per Bossi e Berlusconi, i quali si assicurerebbero in questo modo la reciproca collaborazione per il resto della legislatura ed il controllo dei rispettivi partiti che negli ultimi tempi fanno un po’ i capricci nei confronti dei loro leader fondatori. Senza contare che questo accordo permetterebbe ai due partiti di riorganizzarsi in vista del voto ed avere perfino delle buone speranze di vittoria.

Il problema al momento è principalmente della Lega, dove la situazione sarebbe sensibilmente diversa rispetto alle ultime votazioni; infatti all’epoca Maroni fu incluso nelle liste con appena una decina di sostenitori e non rappresentava una grande fetta del partito, mentre Cota ancora non spadroneggiava in Piemonte e Gobbo non doveva ancora vedersela con Tosi (sostenitore di Maroni).

Insomma dopo la nomina per acclamazione avvenuta a Verona di Canton, seguace di Reguzzoni, grazie al dittatoriale intervento di Bossi, fischiato dagli stessi militanti della Lega, continua ad infiammarsi la lotta interna. Al momento ci sono due probabili nomi per i successori di Bossi: Maroni o Calderoli; tuttavia il secondo non ha lo spessore politico per ricoprire questo ruolo, mentre il primo rischia di essere rimpiazzato da Reguzzoni, che pur non godendo affatto del seguito di Matoni fa parte del cosiddetto “cerchio magico” con Rosi Mauro.

Per ora quindi non se ne parla di cambiamenti e a meno che non ci siano particolari colpi di scena Bossi proseguirà per la sua strada di sfascio dei membri più benvoluti del partito sostituendoli con suoi fedeli senza seguito. A quanto pare il fondatore della Lega sarà anche il suo distruttore.

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