Berlusconi e Bossi, stipulato un “patto d’acciaio” per elezioni 2012?

Silvio Berlusconi continua ad essere convinto che riuscirà a governare fino al 2013, anzi lo ribadisce, ma smentisce di aver siglato un nuovo patto con Bossi: "siamo uniti per altri 18 mesi per la realizzazione degli obiettivi utili all'Italia".

di Vincenzo Avagnale 28 Ottobre 2011 16:19

Le voci che si rincorrono su un “patto d’acciaio” fra Bossi e Berlusconi per continuare a governare fino al 2012 e poi organizzare delle elezioni nel momento più favorevole ai due leader sarebbero infondate. A dirlo il Presidente del Consiglio che ha anzi aggiunto che il programma della maggioranza è stato fatto per servire i cittadini per tutta la legislatura ed i restanti 18 mesi che gli rimangono saranno tutti utilizzati per il bene del paese.

Il nostro è un programma a 18 mesi di Governo. Non esiste un patto per votare nel 2012. C’è assoluto bisogno di stabilità politica e Bossi la pensa come me. L’alleanza con la Lega è destinata a durare e l’unico patto che riconosco è quello con gli elettori, che ci porterà a lavorare per i prossimi mesi. Se cade il governo sarebbe un danno per l’Italia. Posso assicurare che non c’è stata a Bruxelles una sola voce discordante sul nostro piano che è stato apprezzato da tutti i leader dell’Eurogruppo. L’Europa pensa che il nostro paese ce la farà.” Questo il discorso di berlusconi, intervistato ieri su Canale 5. Dove il premier ha lanciato ancora una volta un appello per una politica più scevra da attacchi personali e colpi bassi, ma piuttosto basata sul comune interesse per il bene del Paese.

I leader dell’opposizione però non sono affatto convinti e sia Casini, che Di Pietro, nonché Bersani, pur divisi dai singoli programmi di partito, gridano a gran voce che sarebbe meglio per l’Italia andare al voto. “Berlusconi è egoista, vuole andare a votare appena sarà il momento più favorevole per limitare i danni di questa sua disastrosa legislatura” ha detto il capo del Pd Bersani.

Dalla maggioranza però non ne vogliono sapere e come Angelino Alfano aveva detto un secco “Berlusconi non è in discussione“, così Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, rincara la dose, affermando che le opposizioni sono unite solo per l’ostruzionismo e se anche fossero loro al governo non farebbero che litigare e lasciare che il paese vada in rovina.

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