Kodak nascondeva un reattore nucleare

L'esistenza del reattore, conosciuto come moltiplicatore di flusso di neutroni al Californio, non rappresenta un segreto, ma un'informazione poco nota ai più.

di Simona Vitale 15 Maggio 2012 15:57

Un impianto industriale di Kodak di Rochester, NY, è stato sede di un poco noto reattore nucleare contenente uranio. Il reattore di ricerca – che aveva le dimensioni di un frigorifero – è stato ospitato in un bunker sotto uno degli edifici presso l’ex sito di Kodak Park, secondo quanto riferito dal quotidiano Chronicle. Kodak lo avrebbe utilizzato per controllare le sostanze chimiche ed altri materiali per le impurità, così come per testare tecniche di imaging.

Per oltre 30 anni, a partire dal 1974, Eastman Kodak Co. ospitava dunque un reattore nucleare di ricerca contenente 1,36 kg di uranio altamente arricchito vicino al fabbricato 82 a Kodak Park. Il reattore, noto come moltiplicatore di flusso di neutroni al Californio, o CFX, è stato utilizzato per controllare le sostanze chimiche e altri materiali per le impurità. Per quanto se ne possa sapere, non c’è mai stato un problema di sicurezza con il reattore. La sua esistenza non ha rappresentato propriamente un segreto, ma poco è stato detto su di esso negli ultimi anni, principalmente per motivi di sicurezza.

L’uranio è stato rimosso nel 2007 e portato in una struttura federale in South Carolina. Anche se il reattore non era un segreto, non è chiaro se Kodak abbia informato la polizia e i vigili del fuoco della sua esistenza. Quel che si sa è che le autorità locali ne erano a conoscenza. Il reattore conteneva dunque uranio altamente arricchito – lo stesso materiale usato per costruire armi nucleari. L’uranio è stato rimosso nel novembre 2007 in contenitori di protezione, riferisce un rapporto.

Il portavoce della compagnia Christopher Veronda ha dichiarato di non riuscire a trovare nessuna registrazione in base alla quale Kodak abbia pubblicamente annunciato il reattore. Albert Filo, un ex ricercatore Kodak che ha lavorato con il dispositivo per quasi 20 anni, ha detto al giornale: “Era un’entità conosciuta, ma non è stata ben pubblicizzata”. C’è da dire che, però, le informazioni sulle centrali nucleari sono state ridotte in seguito agli attentati terroristici del 2001.

Kodak ha utilizzato il dispositivo per effettuare ricerche con i neutroni – particelle subatomiche che possono creare l’immagine di un materiale senza danneggiarlo. Nel 1974, ha acquisito un moltiplicatore flusso di neutroni,  che serve a moltiplicare i neutroni derivanti dal nucleo del reattore. L’accesso alla camera è stato limitato, e a nessuno è stato permesso di entrare nella stanza, mentre il reattore era in funzione.

Veronda ha detto: “Questo dispositivo non ha presentato alcun rischio di radiazioni al pubblico o dipendenti. Radiazioni dall’operazione non erano infatti  rilevabili al di fuori della struttura”.

Commenti