Fukushima, disastro causato da errore umano. Riattivato reattore

Il terribile incidente nucleare dell'11 marzo 2011 fu causato dunque non solo dallo tsunami.

di Simona Vitale 5 Luglio 2012 11:00

Secondo quanto stabilito da un’inchiesta parlamentare, il grave disastro nucleare di Fukushima dell’11 marzo 2011, il secondo più grave della storia dopo quello di Chernobyl del 1986, non f causato soltanto dallo tsunami che investì quel giorno il Giappone, ma anche da un errore umano.

Il rapporto della commissione investigativa indipendente , dopo mesi di indagini, ha spiegato che:

Il disastro all’impianto nucleare Tepco Fukushima è stato il risultato di una sorta di corto circuito tra governo, gestore Tepco e autorita’ e la mancanza di governance tra loro.

Secondo quanto stabilito dalla Commissione d’inchiesta, quel fatidico 11 marzo:

La centrale nucleare di Fukushima era in condizioni vulnerabili che non garantivano di far fronte al terremoto e allo tsunami. Pur avendo una serie di opportunita’ di adottare misure, le autorità di regolamentazione e la Tepco hanno deliberatamente rinviato le decisioni, non hanno intrapreso azioni di tutela.

Sottolineando di come si possa parlare di un incidente causato dalla negligenza dell’uomo, la Commissione ha poi aggiunto che i responsabili hanno tradito il diritto della nazione di essere al riparo da incidenti nucleare e che essi hanno mancato di senso di responsabilità nell’assicurare la sicurezza e proteggere la vita delle persone e della società.

Nel frattempo il reattore n.3 della centrale di Oi, in Giappone, ha ripreso a riprodurre elettricità proprio questa mattina. Dal giorno del famoso disastro nucleare si tratta della prima unità che è stata riavviata. Il reattore n.4 della stessa struttura, invece, dovrebbe riprendere le operazioni prossimamente, tra il 18 e il 20 luglio.

La ripatenza dei due reattori servirà principalmente a scansare il pericolo di blackout estivi nella ricca area del Kansai (dove si trovano le città di Osaka e Kyodo) e a ridurre l’importazione di combustibili fossili.

Le speranze, dunque, del popolo giapponese che speravano in un abbandono del nucleare da parte delle massime autorità sono state ampiamente disattese.

Commenti