JFF PLUS: Online Festival …AMORE E PSICHE

Il JFF Plus: Online Festival è il primo festival gratuito in streaming di cinema giapponese della Japan Foundation. Si terrà dal 26 febbraio al 7 marzo 2021.

di Redazione 13 Febbraio 2021 11:57

Idealizzato da Platone, cantato da scrittori e poeti di ogni era e latitudine, vera potenza generatrice nel mondo, l’Amore non poteva mancare tra i temi del JFF Plus: Online Festival, declinato in tante diverse situazioni, intensità e sfaccettature: cotte adolescenziali (Tremble All You Want, 2017), litigi e riavvicinamenti di coppie adulte (Il sapore del riso al tè verde, 1952) amori incompresi come in Production I.G Animation: Tokyo Marble Chocolate (animazione, 2007), capricciosi (Dance with me, 2019), tragici e sacrificali, come in One Night, (2019), incompiuti (Our 30-Minute Sessions, 2020), predestinati Little Nights, Little Love (2019), filiali come nel caso di Railway (2010).

Ohku Akiko firma la regia di Tremble All You Want (Katteni furueteru, 2017) esuberante love story originata da un cotta adolescenziale che vede protagonista la bravissima attrice Matsuoka Mayu (applauditissima anche per l’interpretazione di Sonoko in One Night, altro titolo del Festival) nel ruolo di Yoshika, giovane impiegata con la passione per i fossili che non riesce a togliersi dalla testa il suo primo amore conosciuto tra i banchi di scuola, anche adesso che è adulta e che riceve le avances di un suo collega d’ufficio. I suoi sentimenti sono tormentati tra la fervida fantasia di rincontrare il suo vecchio compagno di scuola e di realizzare la favola d’amore che ha sempre sognato e la realtà, che le offre il sincero affetto di un ragazzo che ha modo di vedere e frequentare tutti i giorni.

A parlarci di amori litigiosi, di matrimoni combinati in contrapposizione a unione basate sull’amore non poteva essere altri che Ozu Yasujiro (1903-1963), tra i più grandi registi di tutti i tempi a cui l’Istituto Giapponese di Cultura ha recentemente dedicato una retrospettiva molto apprezzata dal pubblico (Vi racconto Ozu, 16 ottobre – 27 novembre 2020). Il film in questione è Il sapore del riso al tè verde, realizzato in B/N da Ozu nel 1952, unico a rappresentare la sezione dei classici nel Festival. Al centro della storia un matrimonio combinato, che non ha regalato la gioia dei figli, e la logorante routine del marito sempre impegnato in azienda e della moglie capricciosa, sempre pronta a lamentarsi con le amiche di una relazione matrimonile piatta e poco gratificante. Ozu racconta con una ricercata semplicità e con il suo stile unico, fatto di inquadrature basse, immagini di transizione e sobria eleganza, un amore non più giovane che sembra giunto a un momento di profonda crisi ma che saprà rigenerarsi, trovare nuovo vigore e significato anche nei più piccoli gesti e nella quotidianità. Tra gli interpreti Saburi Shin nel ruolo del protagonista Satake Mokochi, Kogure Michiyo che interpeta la moglie Taeko e Ryu Chishu nel ruolo di Hirayama Sadao.

Nel film di animazione Production I.G Animation: Tokyo Marble Chocolate (2007) di Naoyoshi Shiotani, Grand Prize al 2008 Seoul International Cartoons & Animation, l’amore si presta a fraintendimenti dovuti al carattere e ai punti di vista di una giovane coppia che sta per scambiarsi il regalo di Natale. Lui, Yudai, serio e generoso, ma un po’ timido, non ha avuto finora molto successo con il sesso opposto. Chizuru è una ragazza energica e allegra, ma in quanto a fidanzati, è stata sfortunata; e un po’ goffa e non ha mai avuto una relazione stabile. Questo è il primo Natale che la coppia trascorre insieme. Chizuru ama gli animali e Yudai ha intenzione di regalarle un coniglio in una scatola, ma si scopre che nella scatola per sbaglio ci è finito… … un mini asino! Mentre la buffa creatura fugge, Chizuru la insegue e Yudai li perde di vista entrambi. Il film si divide in due parti: prima la storia raccontata dal punto di vista di lui. Poi lo stesso racconto dal punto di vista di lei. E i casi di amori incompresi e di coppie che si separano perché l’interpretazione di un gesto, comportamento o di una frase sono stati fraintesi sono realtà che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni o forse abbiamo vissuto in prima persona.

Di amore tragico parla invece One Night (2019) di Shiraishi Kazuya: una madre, non sopportando più un marito violento con i suoi tre bambini, compie un atto disperato dettato dall’amore per i figli, i quali tuttavia faticano a comprendere e perdonare il gesto materno perché da quel momento la loro vita – con la madre reo-confessa in carcere – non sarà più la stessa.

Dance with me (2019) di Yaguchi Shinobu porta in scena l’infatuazione di una brillante impiegata per il suo capo. Quanto più vorrebbe apparire seria, professionale e affidabile, tanto più l’incantesimo che un mago le ha impartito la porta a ballare in modo irrefrenabile anche durante una riunione di lavoro creando situazioni imbarazzanti e ingiustificabili.

Recitato su un ritmo musicale altrettanto potente, o meglio dominato nel vero senso della parola da canzoni e brani strumentali interpretati dai protagonisti stessi del film è Our 30-Minute Sessions (2020, 114’) di Hagiwara Kentaro, romantico film musicale che si avvale di un cast di giovanissimi attori. Sota, studente universitario, prende in mano un’audiocassetta appartenuta al musicista Aki, morto l’anno prima, e quando la inserisce nel lettore e inizia a suonare, Aki entra nel corpo di Sota per appena 30 minuti. I due ragazzi condividono lo stesso corpo e un sogno: quello di ricostituire la band che si è sciolta e portare un sorriso sul volto di Kana, fidanzata di Aki. Un amore vissuto tra passato e presente, rimasto incompiuto e che ha voglia di esprimersi anche adesso che la situazione e le persone non sono più le stesse.

Little Nights, Little Love (2019) di Imaizumi Rikiya, è un film romantico in cui si intersecano diverse love story alla ricerca della risposta all’amletica domanda: è il destino o il caso che fa incontrare due anime gemelle? La canzone Little Nights (giapp. Chisana yoru) – gli amanti del J-Pop riconosceranno voce e stile del popolare cantante Saito Kazuyoshi) – fa da sottofondo ai vari incontri fortuiti (o predestinati?) tra le future coppie e ai momenti più romantici del film, ma il titolo giapponese Aine kuraine nahatomujiiku – trascrizione del tedesco Eine Kleine Nachmusik – è un colto riferimento alla celeberrima “Piccola serenata notturna” di Mozart (Serenata in Sol maggiore K525), a sottolineare forse la gioiosa emozione del primo incontro amoroso o comunque di un avvenimento lieto della vita.

Un’altra importante declinazione dell‘amore è quella filiale, cara alla filosofia orientale perchè erede della tradizione confuciana. E nel film Railways (2010) diretto da Nishikori Yoshinari l’amore per una madre malata richiama il figlio dalla capitale a una piccola cittadina nella prefettura di Shimane. Il ritorno alla città natale di Hajime (il nome del protagonista non per niente in giapponese significa ‘inizio” è all’origine di una catarsi che libera lo stimato impiegato d’azienda da tante sovrastrutture pesanti che ne regolano ritmi di vita e perfino quasi i sentimenti. Solo quando respira l’aria di casa e l’affetto materno torna a pensare all’infanzia, ai suoi sogni e ritrova il calore dell’affetto familiare, la gioia dell’amore coniugale e di una vita che mette gli affetti al primo posto.

Anche il JFF Plus è un gesto d’amore: per il cinema.

Testi: Isabella Lapalorcia

Istituto Giapponese di Cultura

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