Istat: verso la fine della recessione, ma aumenta la disoccupazione

L'istituto ha diffuso la sua nota mensile sull'andamento dell'economia, in cui si parla di una "stazionarietà della crescita", e una disoccupazione al 13,2%.

di Luca Fiorucci 31 dicembre 2014 9:23
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L’Istat ha diffuso la sua Nota mensile sull’andamento dell’economia nel Paese, dalla quale emerge che la recessione sembra volgere al termine, ma, al tempo stesso, la disoccupazione tenderà ad aumentare: “La fase di contrazione dell’economia italiana è attesa arrestarsi nei prossimi mesi, in presenza di segnali positivi per la domanda interna“, tuttavia, aggiunge l’istituto di statistica, “le condizioni del mercato del lavoro rimangono difficili“, con il “tasso di disoccupazione in crescita”. Nel terzo trimestre del 2014, l’attività economica sarebbe rimasta debole, con il Pil ancora in lieve flessione, dello 0,1% su base congiunturale, quindi, nel complesso, “l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana confermerebbe una sostanziale stazionarietà della crescita“.

Secondo le analisi dell’Istat, inoltre, il crollo del prezzo del petrolio avrebbe “impatto nullo” per Italia e Germania, anzi potrebbe paradossalmente avere effetti negativi, accentuando “le spinte disinflazionistiche, con un impatto negativo sulle aspettative. In questo contesto, i Paesi maggiormente indebitati vedrebbero aumentare il costo reale del debito”. Il basso costo del petrolio avrebbe invece “effetti sull’andamento dei prezzi piuttosto marcati“. Quanto al mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione ha continuato a salire, in ottobre, di tre decimi di punto rispetto a settembre, secondo i dati destagionalizzati, arrivando al 13,2%, un valore ben più alto rispetto alla media europea, dell’11,5%.

L’aumento della disoccupazione si può riscontrare anche nei dati non destagionalizzati, dove si è verificato un incremento di cinque decimi di punto rispetto allo stesso trimestre del 2013. Si è registrato in particolare un aumento tendenziale del 5,8% delle persone in cerca di occupazione, fra le quali è aumentata soprattutto, del 17,6%, la quota di disoccupati in cerca di prima occupazione. Vi è stato inoltre un allungamento dei periodi di disoccupazione, con l’aumento dal 56,9 per cento al 62,3 per cento della quota di persone che cercano lavoro da più di un anno: “questo gruppo di individui, generalmente considerati poco appetibili dalle imprese, costituisce un fattore di freno alla discesa della disoccupazione soprattutto nel Mezzogiorno” ha spiegato l’Istat.

E’ aumentata inoltre, dell’8,3 per cento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, la percentuale di persone definite più vicine al mercato del lavoro, e fra gli inattivi vi è stata una crescita del 6,5 per cento dei lavoratori scoraggiati, che non hanno cercato attivamente lavoro perché pensano di non trovarlo. L’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane rilevato dall’istituto, a dicembre 2014, è stabile, rispetto al mese precedente, a 87,6. Il Centro studi Confindustria ha invece rilevato “una variazione della produzione industriale di +0,1% in dicembre su novembre, quando è stato stimato un aumento dello 0,2 su ottobre”.

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