iPhone, più desiderato, ma anche più rubato dai ladri

L'iPhone 4S è uno dei prodotti di alta tecnologia più desiderati dai compratori, per cui non dovrebbe stupire che sia anche uno dei più ricercati fra i ladri. In aumento le denunce di chi ne viene derubato in strada.

di Vincenzo Avagnale 31 Ottobre 2011 18:24

Nonostante le critiche di chi sostiene che la Apple abbia come al solito venduto un nuovo prodotto aggiungendo solo pochi ed insignificanti elementi guadagnandoci sopra uno sproposito, il nuovo iPhone 4S va a ruba. Lo smartphone della società di Cupertino è stato letteralmente preso d’assalto insieme ad i negozi che lo avevano in vendita. Sta avendo molto successo insomma, forse troppo; infatti secondo un articolo nel “New York Times” in questi giorni si sarebbe rilevata un’impennata nelle denunce di chi viene derubato proprio di questo prodotto Apple.

La maggior parte di questi crimini riguarda i furti in strada, spesso mentre si scrive un messaggio o si gioca con una delle infine App che l’azienda della mela morsicata mette a disposizione. Il furto dei gadget targati Apple è aumentato del 17% rispetto all’anno scorso e ben 5 su 7 telefonini rubati alle persone in metropolitano sono marchiati Apple. Negli scorsi anni in cima alla lista degli oggetti più rubati c’erano le “Nike Air Jordan” (scarpe) ed i giubbotti in pelle.

Ma poteva mai la società fondata da Steve Jobs lasciare un aspetto, seppure non direttamente influenzante il proprio prodotto, lasciare questo aspetto a se stesso senza volerlo risolvere in qualche modo? Ovviamente no. Per cui ha immediatamente rilasciato un’applicazione apposita chiamata “iGotYa”, che untilizza la telecamera frontale per fotografare chi tenta di sbloccare l’apparecchio dopo il furto e sbaglia la password. In tal caso viene inviata una mail al legittimo proprietario, che può quindi fornire alle forze dell’ordine l’aspetto del ladro.

Applicazioni anti-ladro sono state proposte già da molti anni, specialmente con sistemi di localizzazione simili a quelli di un gps, magari legati a Google Maps. Peccato che in tutti i casi analizzati dagli esperti si rivelavano applicazioni del tutto inutili, che mostravano casualmente all’incauto compratore spostamenti del tutto inveritieri del ladro e della sua refurtiva.

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