Il prete è sordo, tutti corrono a confessarsi

Il parroco non udente sta riscuotendo tuttavia enormi consensi soprattutto tra i ragazzi più giovani della comunità.

di Simona Vitale 19 Aprile 2012 12:11

Sembra effettivamente un bel modo per estorcere un’assoluzione, ma siamo certi che sia un comportamento alquanto deprecabile per entrambe le parti protagoniste della vicenda. Parliamo di un prete delle provincia di Treviso, sordo come una campana. Il parroco possiede un apparecchio acustico che però sembra davvero non aiutarlo un granché, dal momento che secondo quanto raccontato in giro gli fischia in continuazione. Pertanto, la maggior parte di coloro che deve confessarsi è ben conscia del problema del sacerdote, che ha così riscosso enorme successo come confidente scelto da gran parte dei ragazzini del paese. Questo perché è possibile confidargli tutto, qualsiasi peccato, ottenendo l’assoluzione, certi che il prelato non abbia udito alcuna parola pronunciata dal confessore.

Uno dei ragazzini che è solito confessarsi dal parroco non udente ha dichiarato: “Confessarsi è un’esperienza troppo divertente. Di fronte al prete possiamo raccontare tutto ciò che vogliamo. Con la certezza che lui non sente niente di quello che diciamo. Si siede con noi e si appresta ad ascoltarci, ma dopo qualche secondo il suo apparecchio acustico fischia, così lui se lo toglie dalle orecchie e inizia a sistemarlo con le mani. Noi continuiamo a parlare e, alla fine, quando il parroco si rimette l’apparecchio, lo rassicuriamo di aver riferito ogni peccato. Lui ci assolve, ci dà la mano e via. La confessione è andata”.

Nella comunità, in ogni caso, tutti sono tranquilli, sia ragazzini che genitori. Sembra che anche durante la messa il prete sia costretto spesso ad interrompere le funzioni religiose per sistemare l’apparecchio acustico che improvvisamente inizia a fischiare. Ma la situazione paradossale è che, nonostante la sua sordità, il prete abbia addirittura accresciuto i suoi consensi, soprattutto tra i soggetti più giovani. Ma d’altronde, di fronte alla possibilità di un sicuro perdono divino, chi rifiuterebbe la confessione? Ai sinceri cattolici l’onesta risposta.

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