Il buco nell’ozono ha raggiunto un’estensione preoccupante

Il buco nell'ozono ha raggiunto il suo picco annuale di espansione, ben 16 milioni di chilometri quadrati per uno dei maggiori indicatori della salute ambientale del nostro pianeta. Riemergono le polemiche sull'inquinamento.

di Vincenzo Avagnale 21 Ottobre 2011 10:10

Il buco dell’ozono che persiste sopra l’Antartide ha raggiunto un picco annuale con un allargamento di ben 16 milioni di chilometri quadrati. Queste le osservazioni dei satelliti americani diffusi dalla Nasa e dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). 

Generalmente durante la primavera antartica, che va da agosto a settempre, il Sole comincia a brillare dopo molti mesi di buio sul Polo Sud e la luce riattiva alcune reazioni che coinvolgono le sostanze chimiche artificiali che cominciano a “mangiare” l’ozono. Questo significa che all’inizio di questo periodo si dovrebbero registrare delle diminuzioni del buco e non degli aumenti.

Questo però non sembra preoccupare gli scienziati: “le temperature più fredde della media nella stratosfera, il secondo dei cinque strati in cui è suddivisa l’atmosfera, hanno ingrandito il buco dell’ozono rispetto alla media” ha cercato di spiegare Paul Newman, che lavora presso il centro Goddard della Nasa. “Anche se è abbastanza grande, il buco dell’ozono quest’anno rientra comunque all’interno della gamma che ci aspettiamo tenuto conto dei livelli di sostanze chimiche che continuano a persistere nell’atmosfera.”

Il monitoraggio è stato effettuato principalmente con l’utilizzo di palloni atmosferici e satelliti, ma anche potenti strumenti di analisi che permetto di interpretare i dati con essi raccolti. L’ozono è da molti anni osservato speciale, infatti è il responsabile della protezione della superficie terrestre dalle radiazioni ultraviolette che hanno effetti dannosi (per intenderci quegli stessi che sono responsabili del melanoma).

I prodotti chimici dannosi per l’ozono sono stati gradualmente ridotti, specialmente come risultato del protocollo di Montreal del 1987, ma purtroppo quel tipo di sostanze, oggi bandite, rimangono per molto tempo nell’atmosfera e sono necessari decenni perché lo strato di ozono si rigeneri. Secondo i modelli atmosferici proposti dal NOAA lo strato atmosferico in cui è presente l’ozono potrebbe recuperare da metà del nostro secolo in poi, mentre si stima che il buco in Antartide persisterà almeno per 20 anni più a lungo.

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