I lati oscuri di Shakespeare: li svela una ricerca

Autore di alcuni dei più celebri capolavori della letteratura mondiale, sembra che il grande drammaturgo inglese fosse un affarista privo di scrupoli.

di Simona Vitale 1 aprile 2013 9:10

Fino ad oggi nessuno si era mai permesso di mettere in discussione il genio di William Shakespeare, il più celebre dei drammaturghi inglesi e supremo esponente della letteratura britannica e non solo. Ed, in effetti, colui che si è guadagnato la fama presso i posteri con capolavori letterari del calibro di Amleto, Romeo e Giulietta, Il mercante di Venezia e Otello (solo per citarne alcuni) rappresenta dopo secoli l’orgoglio di un’intera nazione che si  è guadagnato l’ammirazione del mondo intero. Eppure, una ricerca su Shakespeare, condotta presso  la Aberystwyth University, ha messo in evidenza che dietro il grande poeta e indagatore dello spirito dell’uomo si celava ben altro.

Un uomo avido e protagonista di vicende personali non certo esemplari, così come fu per Shylock, uno dei personaggi più controversi e oscuri de Il mercante di Venezia. Nato a Stratford-upon-Avon nel 1564 e morto nell’aprile 1616, sembra che Shakespeare conducesse una vita parallela che nulla aveva a che fare con quella che lo rese celebre come drammaturgo. Mercante e possidente, Shakespeare era diventato molto ricco grazie a delle pratiche affaristiche decisamente al limite della legalità.

I documenti recuperati dall’università gallese hanno messo in evidenza che il “Bardo di Avon” era un accaparratore di grano, un prestatore di denaro ed un evasore fiscale in corrispondenza ad un periodo di grave carestia. La ricerca della Aberystwyth University ha rivelato che il grande poeta e scrittore fu perseguito dalle autorità per evasione fiscale nel 1598, a 4 anni dall’epidemia di peste che causò la chiusura di gran  parte dei teatri di Londra, per aver messo da parte grosse quantità di grano in un periodo di carestie e privazioni per l’intera popolazione inglese.

Gli studiosi ritengono in conclusione che William Shakespeare e le sue opere non posso essere compresi senza fare riferimento agli affari e al periodo di carestia che fece da background. A tal proposito, infatti, ricercatrice Jayne Archer ritiene che molti aspetti del drammaturgo inglese non sono stati affatto messi in evidenza nel corso dei secoli in quanto la gente “non riesce ad accettare l’idea che un genio della creatività possa essere motivato anche dal puro dall’interesse personale”.

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