Giornata della Pace: il Papa attacca aborto, eutanasia e nozze gay

Molto dure le parole del Pontefice, che torna anche sulla questione del lavoro, condannando l'attuale sistema economico basato su profitto e consumismo.

di Stefania Calabrese 14 dicembre 2012 22:52

Nel suo Messaggio per la Giornata mondiale della Pace, Benedetto XVI ha scelto di parlare dei diritti e dei doveri sociali, del lavoro in particolare, considerato oggi subalterno rispetto ai meccanismi economici e finanziari, auspicando un nuovo modello economico, non più fondato sul profitto e sul consumismo, e politiche più coraggiose in materia.

“La dignità dell’uomo, nonché le ragioni economiche, sociali e politiche”, scrive il Pontefice “esigono che si continui a perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro o del suo mantenimento, per tutti”, quindi, aggiunge il Papa, “è precondizione una rinnovata considerazione del lavoro, basata su principi etici e valori spirituali, che ne irrobustisca la concezione come bene fondamentale per la persona, la famiglia, la società”.

Ma non solo. Nel suo discorso il Papa ha affrontato anche i delicati temi dell’aborto, del fine vita e dei diritti delle coppie omosessuali.

“Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita“, ha affermato Benedetto XVI, attaccando la “liberalizzazione dell’aborto” e la “volontà di codificare arbitrii volti a stabilire un preteso diritto all’aborto e all’eutanasia”.

Il Pontefice ha poi definito “un’importante cooperazione alla pace” il riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza da parte dei legislatori “nei confronti di leggi e misure governative che attentano contro la dignità umana, come l’aborto e l’eutanasia”.
Molto esplicito anche riguardo i diritti delle coppie omosessuali, di cui stigmatizza i “tentativi” di rendere il matrimonio fra un uomo e una donna “giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione” come “un’offesa contro la verità della persona umana” e “una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”.
Tuttavia la pace, secondo il Papa, “non è un sogno, non è un’utopia: è possibile”: per diventare “autentici operatori di pace sono fondamentali l’attenzione alla dimensione trascendentale e il colloquio costante con Dio”. Solo così, secondo Benedetto XVI “l’uomo può vincere quel germe di oscuramento e di negazione della pace che è il peccato in tutte le sue forme: egoismo e violenza, avidità e volontà di potenza e di dominio, intolleranza, odio e strutture ingiuste”.

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