Dimissioni al Miur per la gaffe del tunnel fra il Cern e il Gran Sasso

di Vincenzo Avagnale 30 Settembre 2011 7:04

Si è dimesso Massimo Zennaro, il portavoce del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il quale era stato al centro delle polemiche insieme al ministro a causa della geffe sul “tunnel” fra il Cern di Ginevra ed il Gran Sasso. 

Le dimissioni, definite irrevocabili dall’ex portavoce stesso, non sono state motivate chiaramente e sebbene Zennaro rimanga al ministero (dove ha altri incarichi) è forte il sospetto che la sua testa sia stata falciata dalla mannaia dello scandalo che ha messo alla berlina il ministro Gelmini a causa del controverso comunicato sulla scoperta del Cern che i neutrini viaggiano più veloci della luce.

Nel comunicato del Miur si leggeva chiaramente: “alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro”. La rete è stata subito dopo intasata dai commenti che variavano fra l’ironico, il canzonatorio e l’indignato verso un ministro che crede l’Italia abbia partecipato alla costruzione di un tunnel di oltre 700 km fra il suo paese ed il Cern.

A nulla era servito il successivo comunicato del ministero: “ovviamente, il tunnel di cui si parla nel comunicato di ieri, non può essere per nessuna ragione inteso come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso”, giudicato una scusa ben poco credibile. La stessa Gelmini è poi intervenuta personalmente con l’infuocarsi delle polemiche, che nel frattempo si trasferivano dal web ai talk show televisivi, ma non ottenendo comunque alcun risultato: “il vero tunnel è quello di chi alimenta polemiche pretestuose prive di senso, proprio in un momento storico per la ricerca italiana”.

Ancora adesso continua lo scherno, che si è evoluto dai commenti su Facebook e Twitter alle vignette satiriche ed ai fotomontaggi. Le dimissioni di Zennaro, insomma, saranno del tutto inutili, ma visto che il ministro non è ancora uscito dal tunnel qualcuno doveva pur fare da capro espiatorio…

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