Dell’Utri su Berlusconi: “I figli hanno chiesto la grazia”

Lo ha sostenuto l'ex senatore Pdl alla trasmissione "Virus". Il Quirinale: "Non è arrivato nulla". Ghedini: "Non l'abbiamo mai chiesta. E mai la chiederemo".

di Luca Fiorucci 9 Novembre 2013 10:22

L’ex parlamentare Pdl e cofondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, intervenendo ieri sera alla trasmissione “Virus” su Raidue, ha affermato: “tutti e cinque i figli di Berlusconi, in modo compatto, hanno chiesto la grazia per il Cavaliere. Poco dopo, Niccolò Ghedini, il legale di Berlusconi, ha smentito le affermazioni di Dell’Utri, spiegando: “La domanda della grazia è una notizia infondata. Non l’abbiamo mai chiesta. E mai la chiederemo”. Fonti del Quirinale, invece, hanno fatto sapere che alla presidenza della Repubblica “non è arrivato nulla”. Già un paio di giorni fa, l’avvocato dell’ex premier aveva dovuto smentire alcune indiscrezioni comparse su un quotidiano, secondo le quali i figli di Berlusconi avevano presentato una domanda di grazia al capo dello Stato.

E fonti del Quirinale avevano detto di non essere stupite dalla smentita di Ghedini di un paio di giorni fa, proprio perchè “già da tempo al presidente della Repubblica era stato escluso da persone vicine a Berlusconi ogni ipotesi di domanda di grazia”. Lo scorso 5 novembre, però, il Cavaliere aveva detto che pensava che Napolitano fosse ancora in tempo per concedergli un provvedimento di clemenza di sua iniziativa. Dell’Utri aveva inoltre spiegato: “Nel momento in cui è stato deciso e gli è stato chiesto di farla chiedere ai figli, i figli l’hanno chiesta, mi sembra ovvio, solo che è brutto il discorso: i figli la chiedono e non gliela danno”. Quando il giornalista Nicola Porro gli ha chiesto se per caso la domanda di grazia non fosse arrivata al Quirinale, l’ex parlamentare ha affermato: “E che ci vuole per farla arrivare. Evidentemente non gliela vogliono dare. Vogliono che Berlusconi si arrenda... si deve arrendere”.

Per Dell’Utri, inoltre,Berlusconi è vittima di una situazione allucinante: condannato per frode fiscale quando era premier e la frode sarebbe stata commessa firmando i bilanci delle società, ma chi era responsabile della società non è stato condannato. E Berlusconi è stato condannato: è una cosa costruita dai magistrati”. Secondo l’ex senatore, poi, “ci sarà una revisione del processo a Berlusconi perchè ci sono fatti nuovi”. La richiesta di grazia, comunque, prevede anche un’ammissione di colpevolezza che l’ex premier sembra ben poco disposto a fare. Il provvedimento di clemenza del presidente della Repubblica cancellerebbe la pena principale e, se così espressamente disposto, anche la pena accessoria, come sarebbe l’interdizione dai pubblici uffici, ma in una nota di agosto il capo dello Stato è sembrato escludere di poter intervenire sull’interdizione.

Intanto alcuni parlamentari PPE, sia italiani che europei, si sono mossi in sede comunitaria contro la decadenza di Berlusconi, presentando un‘interrogazione urgente al commissario europeo per la giustizia Viviane Reding, per chiedere una procedura di infrazione dato “l’obbligo di rinvio pregiudiziale sull’interpretazione del diritto italiano con comunitario”. Giovanni La Via, capo delegazione degli eurodeputati Pdl, ha spiegato: “La legge parla chiaro e riteniamo che tale interrogazione sia un atto dovuto in seguito al protrarsi di un accanimento politico e giudiziario che non tiene nemmeno conto delle regole fondamentali del diritto Ue”.

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