Crisi, giù gli stipendi da gennaio 2013 e si attendono rinnovi

Sono quasi 4 milioni i dipendenti in attesa di rinnovo contrattuale. I mesi di attesa sono, in media, 32, una cifra in crescita rispetto ad agosto 2011.

di Elisa di Battista 27 Settembre 2012 14:50

Incerti e precari, nel lavoro e di conseguenza nella vita. Ad attendere il rinnovo del contratto sono nel complesso ben 3,8 milioni di dipendenti, una quota che si è ridotta rispetto ai mesi precedenti, ma si è allungato il numero di mesi di attesa per i lavoratori che stanno attendendo con contratto scaduto.

I mesi di attesa sono infatti in media il 32, una cifra in crescita rispetto ad agosto 2011, dove la quota si assestava intorno ai 20 mesi. Il 29% dei dipendenti, in totale, ovvero quasi 1 su 3, sta aspettando che il contratto venga rinnovato. Sono questo i dati resi noti dall’Istat, che fa questo pronostico prima della fine dell’anno, periodo in cui si prevede la scadenza di gran parte dei contratti del comparto industriale.

Tenendo conto del solo settore privato, i lavoratori in attesa di essere rinnovati sono pari al 7,6%, valore in discesa rispetto alle medie del mese precedente (8,5%) e anche rispetto ad agosto 2011 (12,9%). Un lieve miglioramento, invece, si osserva a livello di retribuzione oraria: nel mese di agosto di ha un incremento dello 0,1% rispetto ad agosto, e dell’1,6% nell’arco dell’anno. In sostanza, le retribuzioni risultano praticamente statiche in termini congiunturali, mentre a livello tendenziale, anche se in minima accelerazione, restano al di sotto del livello annuo dell’inflazione dello stesso mese (+3,2%) con una differenza di 1,6 punti, e un ritmo di crescita dei prezzi è pressochè doppio.

Tenendo conto invece della macro aree principali, le retribuzioni orarie ad agosto han rilevato un aumento tendenziale del 2% per i lavoratori del settore privato, e una situazione stabile per chi lavora nella pubblica amministrazione. Gli aumenti maggiori però si registrano in ambito energia elettrica e gas (2,9%), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli, gomma plastica e lavorazioni di minerali non metalliferi (2,8%), chimiche, legno, carta e stampa (2,7%).

In assenza di rinnovi, inoltre, da gennaio 2013 si potrebbe arrivare a un ulteriore crollo delle retribuzioni.

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