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Costa Concordia: già in passato l’inchino senza mantenere la distanza di sicurezza

Costa Concordia: già in passato l’inchino senza mantenere la distanza di sicurezza

Era già capitato in passato. Parliamo della nave da crociera Costa Concordia che già tempo fa transitò nei pressi dell‘isola del Giglio, dov’è avvenuto il terribile naufragio, senza mantenere le distanze di sicurezza. Parliamo del noto precedente del 14 agosto 2011, con l’inchino davanti all’isola. Il momento clou è documentato dai rilevamenti fatti dall’Ais, il sistema che segnala la posizione delle unità e ne conserva poi i dati. Come si può evincere dalla cartina diffusa da “Lloyd’s List” e pubblicata da Corriere.it la rotta seguita la notte di agosto dalla nave e quella effettuata venerdì scorso, portando al tragico epilogo che tutti conosciamo, sono molto simili.

Il 14 agosto del 2011 il Concordia passò a circa 230 metri dalla riva, un percorso dunque molto simile a quello di venerdì scorso. La nave non era comandata da Francesco Schettino, ma da un altro capitano. Il che starebbe a confermare che la pratica dell’inchino è spesso effettuata da molti ufficiali per allietare i propri passeggeri. Difficile pensare che fosse una loro iniziativa. Come infatti riferito da una persona a bordo del Concordia lo scorso agosto, nel programma lasciato nelle cabine degli ospiti c’era scritto: “ore 20:30, navigazione turistica”. L’inchino del 14 agosto, come è emerso due giorni dopo il naufragio, era stato descritto dal sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, come “un’irrinunciabile tradizione” in una lettera di ringraziamento inviata al capitano Massimo Calisto Garbarino. Quello che ha permesso al Gip Montesarchio di definire “scellerata” , rispetto all’inchino di agosto, la manovra di Schettino è stata la velocità:  “superiore a 15 nodi (28 chilometri orari), ancorché in prossimità di ostacoli”.  Una velocità, come riferisce il  Gip, che non permette “di agire in maniera appropriata ed efficiente per evitare abbordaggi e per arrestare il natante entro una distanza adeguata alle circostanze”.

Con siffatta velocità  Schettino avrebbe violato la legge 1.085 del 1997, che regola la velocità di sicurezza. “La normativa marittima non stabilisce un limite certo della velocità come avviene in autostrada. E’ a discrezione del comandante, che deve “guidare” tenendo conto di alcuni fattori a seconda delle circostanze”. 

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