Copiare all’esame di Stato? Si può fare

Secondo il Consiglio di Stato è illegittimo estromettere uno studente dagli esami di maturità perché colto a prendere informazioni da uno smartphone

di Daniela Santoni 23 Ottobre 2012 10:00

Copiare all’esame di Stato ora si può, grazie ad una decisione presa dal Consiglio di Stato, secondo cui è illegittimo estromettere uno studente dagli esami di maturità solamente perché è stato colto nell’atto di copiare da un telefono di ultima generazione, i cosiddetti smartphone. In particolare nella motivazione addotta dai giudici la decisione del Tar della Campania non avrebbe tenuto conto del curriculum scolastico della ragazza e dello stato d’animo della situazione. Quindi il 12 settembre il Consiglio di Stato ha ribaltato completamente una decisione del Tar della Campania che aveva propeso per l’esclusione di una studentessa colta a copiare dal proprio telefono palmare in sede d’esame di maturità. Secondo il Consiglio il provvedimento di estrometterla non teneva minimamente conto né del brillante curriculum scolastico né dello stato d’ansia in cui si trovava. Queste sono attenuanti che andavano considerate e non potevano passare sotto silenzio, così la ragazza ha potuto sostenere l’esame con riserva.

Secondo una recente indagine, alla maturità italiana, è praticamente di prassi copiare; il 37% degli studenti ha ammesso di aver copiato praticamente tutto, il 10% buona parte e il 13% un po’, lo stretto necessario. Con la sentenza 12 settembre 2012, n. 4834 il Consiglio di Stato è intervenuto in materia di esami di stato, sorprendendo tutti con questa decisione apparentemente audace. In realtà, il ragionamento seguito dai giudici di Palazzo Spada appare frutto di una decisione ben motivata e, per certi aspetti, ben comprensibile. Il Supremo Collegio, infatti, pone l’accento sulla insufficienza  di motivazione che necessariamente doveva accompagnare l’esclusione di una studentessa dagli esami di stato per aver copiato durante la prova scritta.

L’esclusione dall’esame – come riportato nel verbale – era stata determinata dall’applicazione, da parte dei commissari d’esame, dell’art.  12 comma 5 dell’O.M. n. 41/2012, in quanto la ragazza era stata sorpresa a copiare da un telefono palmare cellulare. Nella sentenza di primo grado, con cui il Tar per la Campania aveva respinto il ricorso presentato dalla candidata. La ragazza decide quindi di interpellare il Consiglio di Stato facendo leva sul fatto che la condotta sanzionabile non avesse trovato una più approfondita valutazione in rapporto alle circostanze di fatto ed all’intero curriculum scolastico della candidata.

E’ questo il passaggio che risulta essenziale ai fini della decisione assunta dai giudici del Consiglio di Stato. Infatti, il superamento degli esami di stato costituisce attestazione delle competenze, conoscenze e capacità anche professionali conseguite,  tenuto conto dei cosiddetti crediti formativi, acquisiti nel corso degli studi. Secondo Palazzo Spada, il richiamo operato dal giudice di primo grado ad una norma riferita ai concorsi  per l’assunzione nei pubblici impieghi – dove si richiede in primo luogo  la necessaria condizione di parità tra concorrenti – non esclude che anche per gli esami di stato possa prevedersi la sanzione espulsiva per i candidati che incorrano in condotte fraudolente. Ciò tuttavia non esclude, che la sanzione debba essere applicata motivatamente, non prescindendo dal contesto valutativo dell’intera personalità e del percorso scolastico dello studente, secondo i principi che regolando il c.d. esame di maturità, che è diretto ad accertare “le competenze e le conoscenze acquisite.. .in relazione agli obiettivi generali e specifici propri di ciascun indirizzo e delle basi culturali generali, nonché delle capacità critiche del candidato”.

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