Copenaghen, spari a convegno sulla blasfemìa: un morto e tre feriti

Partecipava all'incontro il disegnatore Vilks, autore delle "vignette blasfeme" su Maometto, e l'ambasciatore francese Zimmreray, entrambi rimasti illesi.

di Luca Fiorucci 14 Febbraio 2015 23:05

E’ di un morto e tre poliziotti feriti, fra cui un agente in borghese, il bilancio di una sparatoria avvenuta oggi nel caffè Krudttoenden, a Copenaghen, dove si stava svolgendo un dibattito dal titolo “Arte, blasfemìa e libertà di espressione” in ricordo della strage al giornale satirico “Charlie Hebdo” di Parigi, verificatasi a gennaio. All’incontro partecipava anche il disegnatore svedese Lars Vilks, uno degli autori delle “vignette blasfeme” su Maometto e più volte minacciato di morte, ed era presente anche l’ambasciatore francese Francois Zimeray. Entrambi sono rimasti illesi. Poco prima delle 16, mentre era in corso il dibattito, l’attentatore, che sarebbe uno soltanto, e non due come sembrava inizialmente, ha tentato di entrare nel locale, ma è stato fermato dal metal detector e così ha sparato almeno quaranta colpi di arma da fuoco all’esterno dell’edificio.

Il terrorista è poi scappato a bordo di una Volkswagen Polo nera, ritrovata vuota dalla polizia che lo sta cercando. Le forze dell’ordine hanno confermato che è rimasto ucciso un civile sui quaranta anni, che però, ancora non è stato identificato, mentre tre poliziotti sono rimasti feriti, ma non sarebbero in pericolo di vita. Il  premier danese Helle Thorning-Schmidt ha spiegato: “La Danimarca è stata colpita oggi da un cinico atto di violenza e tutto ci porta a credere che la sparatoria sia stata un attacco politico e quindi un atto terroristico“. Helle Merete Brix, uno degli organizzatori del convegno, ha dichiarato: “Ritengo che obiettivo dell’attacco fosse Lars Vilks“.

Il vignettista svedese vive sotto scorta dal 2007, dopo le minacce ricevute per le sue vignette su Maometto, pubblicate dallo Jilland-Posten, in cui il profeta musulmano veniva raffigurato con le fattezze di un cane. Subito dopo i primi spari, Vilks è stato condotto fuori dal caffè. Secondo le autorità danesi, la sparatoria sarebbe opera del gruppo “Millatu Ibrahim“, che di recente ha giurato fedeltà all’Isis. Per l’intelligence danese, l’attacco “sembrava essere stato pianificato”. Gli investigatori hanno inoltre diffuso una foto del presunto killer. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto un uomo con il viso mascherato correre nelle vicinanze del luogo dove si è verificata la sparatoria. Il presidente francese Francois Hollande ha detto di essere stato informato della sparatoria di Copenaghen e ha confermato in un comunicato che l’ambasciatore Francois Zimeray non è stato colpito.

Zimeray, secondo Le Monde, era stato invitato come oratore principale e, dopo i primi spari, si è rifugiato sotto un tavolo. per poi rassicurare sulle sue condizioni scrivendo su Twitter: “Ancora vivo nella sala“. Hollande ha inoltre espresso la solidarietà della Francia al primo ministro danese Helle Thorning-Schmidt e ha annunciato in una nota che il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve si recherà quanto prima a Copenaghen, mentre il ministro degli Esteri Laurent Fabius ha condannato “l’attacco terroristico”. La Commissione europea e l’Alto rappresentante Federica Mogherini, hanno condannato l’attacco ed espresso vicinanza alle vittime e alle loro famiglie in una nota in cui si afferma: L’Europa è unita alla Danimarca nel sostegno della libertà di parola e di espressione. L’Europa non sarà intimidita”.

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