Carmela Frassanito, la 13enne suicida dopo uno stupro: parla il papà

Alfonso Frassanito chiede giustizia dopo 5 anni in cui il processo nei confronti del branco stupratore non è arrivato neanche al primo grado di giudizio.

di Simona Vitale 12 Novembre 2012 15:44

Carmela Frassanito aveva soltanto 13 anni quando il 15 aprile 2007 si suicidò gettandosi dal settimo piano di un palazzone di Taranto. Un suicidio nato dalla disperazione per non essere stata in grado di sopportare ciò che le era successo. Parliamo di uno stupro inflittole da un branco di 8 persone: sette minorenni, che hanno poco meno di 18 anni, tutti identificati e indagati per violenza sessuale, e un ragazzo maggiorenne del quale ancora non si conosce il nome.

La 13enne si era allontanata da casa sua e per quattro giorni era stata in mano ai suoi aguzzini che l’hanno drogata e abusato di lei ripetutamente. Fu il padre a ritrovarla in condizioni pietose. All’epoca le perizie mediche dissero che la ragazzina soffrisse di problemi psichici e che lo stupro era frutto di un’invenzione. Venne così allontanata dalla famiglia e affidata a due distinte case-famiglia. Solo dopo 8 mesi le fu concesso di tornare a casa con i genitori. Ma poi decise di farla finita.

Ora, a distanza di 5 anni dalla tragedia, non solo il processo a carico degli stupratori è ancora in corso, senza che nemmeno il primo grado di giudizio sia stato deciso, ma i genitori non hanno ancora visto il sostegno dello Stato che, dapprima, aveva strappato loro la figlia, salvo poi abbandonarla a crogiolarsi nella sua troppo giovane disperazione.

Il padre di Carmela, Alfonso, ha scritto una lettera aperta per raccontare il dolore e la rabbia per questi anni di silenzio e ha fondato un’associazione in onore della figlia, IosòCarmela, uno spazio virtuale dal quale lanciare la propria voce e chiedere una nuova etica della giustizia. Scrive Alfonso:

Tutto era iniziato qualche mese prima quando Carmela ricevette le ‘eccessive attenzioni’ di un marinaio. Ce lo aveva raccontato lei ma nei suoi confronti la polizia non ha trovato riscontri per avviare un procedimento penale. Anche se lui aveva ammesso di aver incontrato la bambina diverse volte. Salvo poi ritrattare in sede di interrogatorio. Eppure lo vedevamo davanti alla scuola media Frascolla, sempre accanto a ragazzini. Continuava a passare sotto casa nostra, per noi era una provocazione. In città era conosciuto come il pedofilo di San Vito.

La storia di Carmela è un susseguirsi di episodi dolorosi. Rimasta orfana di padre a solo un anno, trova nel secondo marito della madre, Alfonso Frassanito, un padre dolce e amorevole. La vita della piccola, però, cambia rapidamente a cavallo tra il 2006 e il 2007 quando la piccola racconta le violenze subite da un giovane sottufficiale della Marina in servizio a Taranto. Come ha raccontato il padre, nello stralcio di lettera sopra riportato, inizia un percorso che vede Carmela diventare una poco di buono che si inventa le cose, fino alla violenza di gruppo che la strapperà per sempre alla vita.

Venerdì prossimo ci sarà una nuova udienza del processo che vede imputati tre maggiorenni accusati di stupro. Continua Alfonso, facendo anche un paragone con l’attenzione riservata dai media al caso di Sarah Scazzi:

Processo che dopo tutto questo tempo è ancora nella fase del primo grado. È stata una figlia, non solo Sarah, tutti i bambini hanno diritto alla loro vita, ad avere giustizia, sempre e comunque … non solo quando la città si trasforma in una piccola Hollywood per via del circo mediatico, ma soprattutto macabro, che si attiva solo quando si possono sfruttare gli aspetti morbosi di vicende a sfondo sessuale o da thriller.

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