Calabria, tre corpi carbonizzati in un auto, anche un bambino

I tre cadaveri ritrovati a Cassano allo Jonio sarebbero di Salvatore Iannicelli, sorevegliato speciale, della sua compagna e del nipote dell'uomo, di 3 anni.

di Luca Fiorucci 19 Gennaio 2014 20:41

E’ giallo in Calabria, dove questa mattina sono stati trovati tre cadaveri carbonizzati, tra cui quello di un bambino, all’interno di un auto a Cassano allo Jonio, in provincia di Cosenza. La macchina si trovava su una strada sterrata, in una zona di campagna impervia e difficile da raggiungere. Secondo gli inquirenti, le tre persone sarebbero state prima uccise e poi i loro corpi bruciati. Nella vettura, completamente distrutta, i carabinieri hanno trovato solo gli scheletri, uno dei quali era dentro il cofano, il che fa supporre che i tre siano stati uccisi altrove e poi portati in quel luogo. Gli investigatori pensano che vi possa essere alla base una storia di droga, dato che le tre vittime sarebbero Salvatore Iannicelli, 52 anni, sorvegliato speciale, la sua compagna, Ibtissa Touss, 27 anni, marocchina, e un bambino di tre anni, nipote di Iannicelli. 

Giovedì si erano perse le tracce dei tre, e venerdì mattina il figlio di Iannicelli ha dato l’allarme. La vettura ritrovata carbonizzata, una Fiat Punto, corrisponderebbe al modello dell’uomo. Il bambino era stato affidato al nonno dal momento che sia il padre che la madre (figlia di Iannicelli) si trovano in carcere per droga. Ianicelli sarebbe vicino alla malavita locale, e, una decina di anni fa, era stato al centro dell’inchiesta “Borgo Pulito” insieme all’ex moglie: nell’indagine, era emerso che l’uomo sarebbe stato il capo di un’organizzazione che gestiva lo spaccio di droga nella zona di Cassano allo Jonio.

Negli anni Novanta, il suo nome era comparso in alcune informative dell’inchiesta antimafia “Galassia” sulle cosche dell’Alto Jonio Cosentino, e allora i carabinieri del Ros di Catanzaro lo denunciarono per associazione a delinquere di stampo mafioso. Nel 2012 era stata arrestata, sempre per droga, anche la figlia di Iannicelli, Antonia, alla quale fu permesso di tenere il figlio nel carcere di Castrovillari, dato che anche l’altro genitore si trovava in prigione. Nel dicembre 2012, il piccolo è stato quindi affidato al nonno, tornato in libertà dopo essere stato arrestato sei mesi prima per sequestro di persona e violenza sessuale nei confronti dell’ex moglie.

L’uomo era tuttora sottoposto a misure restrittive, e non poteva uscire di casa dalle otto di sera alle otto del mattino. Il procuratore della Repubblica di Castrovillari Franco Giacomantonio, che sta conducendo le indagini, ha commentato sconvolto: Come si fa ad uccidere un bambino di tre anni in questo modo? Si è superato ogni limite“. Sgomento e incredulità anche a Cassano Jonio, malgrado nella zona vi sia una certa presenza delle organizzazioni mafiose che talvolta si sfidano in faide anche sanguinose, ma non era mai successo che venisse coinvolto un bambino così piccolo.

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