Brescia, trovato morto l’operaio della fonderia Bozzoli scomparso

Il corpo di Giuseppe Ghirardini è stato trovato a Ponte di Legno. L'uomo era scomparso il 14 ottobre, sei giorni dopo il suo datore di lavoro, Mario Bozzoli.

di Luca Fiorucci 19 ottobre 2015 3:43

E’ stato rinvenuto intorno alle 14 di domenica, a Ponte di Legno, in località Case di Viso, in provincia di Brescia, il cadavere di Giuseppe Ghirardini, l’operaio bresciano di 50 anni addetto ai forni della fonderia Bozzoli di Marcheno, in Val Trompia, sparito il 14 ottobre, appena sei giorni dopo la scomparsa del suo datore di lavoro Mario Bozzoli, del quale non si ha più nessuna notizia dall’8 ottobre. Il corpo senza vita è stato trovato sulle rive di un torrente della zona, a poco più di due chilometri da dove l’uomo, mercoledì pomeriggio, aveva lasciato la sua auto. Era vestito, a pancia in giù e con gli stivali ai piedi, e, da quanto avrebbero fatto sapere i carabinieri, non vi sarebbero segni di ferite, per cui al momento non è stata avanzata alcuna particolare ipotesi sulla causa della morte, che si pensa però possa essere collegata alla scomparsa di Bozzoli.

Anche i Ris di Parma si stanno recando sul posto per ulteriori accertamenti. Secondo il sindaco di Marcheno Diego Bertussi, Ghirardini sarebbe deceduto per morte naturale, per un malore”. Un parente dell’operaio ha spiegato: “Ci hanno detto che probabilmente è morto mercoledì (lo stesso giorno in cui è scomparso), ma adesso devono fare l’autopsia”. Venerdì era giunta la conferma che la Suzuki Vitara vista da un abitante della zona era quella di Ghirardini, che proprio il pomeriggio di mercoledì sarebbe dovuto andare dai carabinieri di Gardone Valtrompia per essere ascoltato riguardo alla scomparsa di Bozzoli, ma quella mattina si è allontanato dicendo di dover partecipare ad una battuta di caccia con gli amici, in realtà saltata per la pioggia, ed ha percorso oltre cento chilometri con la sua auto.

Il suo cellulare ha agganciato per ultima una cella all’altezza del passo di Crocedomini, a circa ottanta chilometri da dove è stata ritrovata la sua Suzuki. Ghirardini era uno dei tre dipendenti della fonderia ad aver visto Bozzoli poco prima della scomparsa di quest’ultimo, nel tardo pomeriggio di giovedì 8 ottobre. L’imprenditore, 50 anni, alle 19.15 di quel giorno aveva telefonato alla moglie dicendo: “Sono in ritardo, parto e arrivo“, ma non è mai rientrato a casa: la sua Bmw è infatti rimasta parcheggiata davanti all’azienda di famiglia, e l’ultima cella agganciata dal suo telefonino è quella della zona della fonderia. I tre operai hanno detto di non aver sentito nulla, ma da quella sera si è persa ogni traccia di Bozzoli.

Inizialmente sono state fatte ricerche nella zona, nei boschi e a nord del paese, ma negli ultimi giorni gli investigatori hanno iniziato a passare al setaccio i forni della fonderia, che sono in funzione 24 ore su 24, a 900 gradi, e che sono stati spenti solo lunedì scorso, su richiesta della famiglia. L’imprenditore gestiva l’azienda di famiglia assieme al fratello Adelio, con il quale sembra che negli ultimi mesi abbia avuto alcuni dissapori. Patrizia Scalvi, avvocato della famiglia di Bozzoli, ha invitato “chi c’era in fabbrica” l’8 ottobre, il giorno della scomparsa dell’imprenditore, “a raccontare qualsiasi dettaglio possa avere colto: da un espressione del viso di qualcuno a frasi che possono essere state sentite”. 

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