Bertinotti: “Merito il vitalizio, se no come campo?”

"Se mi toglierei il vitalizio? Se mi dessero qualcos’altro per vivere sì, se mi dessero una pensione sì. Ho lavorato una vita e - ha detto l'ex leader di Rifondazione Comunista durante La Zanzara - ho diritto ad una pensione".

di Gianni Monaco 22 Novembre 2011 20:32

Fausto Bertinotti è stato il leader storico di Rifondazione Comunista. Ha ricoperto anche il ruolo di Presidente della Camera e di dirigente sindacale. Oggi l’ex politico percepisce un robusto vitalizio grazie agli anni passati in Parlamento. Proprio i vitalizi, negli ultimi tempi, sono stati presi di mira. Sono in molti, specialmente tra i cittadini, a sostenere che siano un privilegio da abolire. Molto ha fatto discutere il caso di Cicciolina, parlamentare per 5 anni (tra il 1987 e il 1992). In realtà, a ottenere l’assegno, sono centinaia di super privilegiati.

Per Bertinotti, però, le cose stanno diversamente. L’ex leader di Rifondazione ritiene che sia assolutamente sacrosanto il compenso che riceve. Lo ha detto nel corso della trasmissione radiofonica La Zanzara: “Se mi toglierei il vitalizio? Se mi dessero qualcos’altro per vivere sì, se mi dessero una pensione sì. Ho lavorato una vita e – ha aggiunto Bertinotti – ho diritto ad una pensione, poi come si chiami non conta, basta che sia congrua con ciò che ho versato“. Insomma, anche per l’ex leader di Rifondazione i politici non devono rinunciare a nessuno dei privilegi. Nemmeno in questi tempi di gravi crisi. Una domanda sorge spontanea: ma visto che i parlamentari guadagnano circa 150mila euro l’anno e hanno praticamente tutto gratis quando sono in carica, come mai non attingono da quegli straordinari guadagni durante la vecchiaia?

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