Berlusconi alle procure: “schegge impazzite che puntano all’eversione”

Le procure di Napoli e Milano nel mirino del presidente del consiglio che accusa i magistrati di agire per il fine politico di far cadere il governo.

di Vincenzo Avagnale 7 ottobre 2011 9:51

Diventa quasi noiosa questa lite infinita tra politica e magistratura; tuttavia le opposizioni non sembrano in grado di porvi fine, così l’ennesima frecciata di Silvio Berlusconi ai magistrati diventa l’ennesima occasione di polemica: “nella giustizia penale ci sono addirittura schegge impazzite che puntano all’eversione”. 

Il Pdl sta lanciando un’offensiva a tutto campo sul fronte “Giustizia” e lo fa a suon di proposte di legge, interrogazioni e commenti infervorati alla stampa. Quagliariello afferma: “noi abbiamo sempre pensato che i magistrati politicizzati fossero una minoranza rumorosa, agguerrita, ma pur sempre una minoranza rispetto alla quale un sistema giudiziario sano avrebbe sviluppato gli anticorpi necessari per difendersi. Invece il meccanismo si sta pericolosamente incistrando, mettendo a rischio lo stesso potere giudiziario”.

Un accusa grave quella di Quagliariello secondo Italo Bocchino di Fli: “l’accusa di eversione lanciata nuovamente da Berlusconi alla magistratura è un atto gravissimo che viola la leale collaborazione tra poteri dello Stato.” Ma la maggioranza è decisa e presenta un’interrogazione sulle “violazioni al diritto di difesa”, chiaramente si parla della negazione nel processo Mills, che riguarda sempre il presidente del consiglio, di chiamare a testimoniare circa 10 persone in favore della difesa.

Berlusconi poi spiega il suo sfogo: “mi riferisco a tutto quello che vedete, tutto quello che è successo da quando sono finite le vacanze. Pensate solo a quello che hanno fatto a me: tutti i testimoni della difesa, il trappolone che volevano tendermi a Napoli, per non parlare di quello che deve sopportare il nostro deputato Papa che rimane ancora in galera. Questo è uno scandalo! La mia frase sulle schegge impazzite è semplicemente un’espressione gentile per quello che sta succedendo e sull’operato della magistratura”.

Si fa strada anche l’ipotesi di una revisione dell’operato dei magistrati da Tangentopoli in poi, operazione che Berlusconi ha sempre sostenuto necessaria fin dai tempi di Craxi, suo sostenitore politico prima che lui stesso vi si dedicasse. Quagliariello però smentisce e conclude seccamente la questione dicendo che non è all’ordine del giorno. Gasparri conclude quest’offensiva con queste parole: “questa interrogazione è solo la prima di una serie. Saremo sempre documentati e puntuali.” Donadi dell’Idv risponde laconico: “siamo ai deliri finali.” 

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