Milano, Pdl in tribunale. Alfano: “Intervenga il Quirinale”

Manifestazione di parlamentari ed ex ministri Pdl davanti al Palazzo di Giustizia per protesta contro i magistrati. Il segretario minaccia l'"Aventino".

di Luca Fiorucci 12 marzo 2013 0:32
Angelino Alfano

Circa 150 parlamentari del Pdl sono entrati in mattinata nel Palazzo di Giustizia di Milano e si sono fermati simbolicamente davanti all’aula dove si svolge il processo Ruby, a carico dell’ex premier Silvio Berlusconi, in segno di protesta contro i magistrati. Per il segretario Alfano, si sono infatti verificati tre fatti “scandalosi”: il mancato riconoscimento del legittimo impedimento per i legali di Berlusconi, Ghedini e Longo, impegnati nella riunione dei gruppi parlamentari, la visita fiscale ordinata dai giudici del processo Ruby per l’ex premier e la richiesta di giudizio immediato da parte della procura di Napoli per il Cavaliere, nell’ambito del processo sulla presunta compravendita di senatori, nonostante egli avesse dato la “propria disponibilità a presentarsi dal 15 marzo in poi in qualsiasi momento”.

Erano presenti anche gli ex ministri Nitto Palma, Rotondi, Gelmini e Fitto e l’ex sottosegretario alla Giustizia Jole Santelli. Gli esponenti del Pdl hanno intonato l’Inno d’Italia e sono rimasti dentro il Palazzo circa mezz’ora. Alfano ha dichiarato: “Noi abbiamo un interlocutore di cui ci fidiamo, che è il presidente della Repubblica e del Csm, Napolitano, a cui affidiamo la nostra preoccupazione per questa emergenza democratica. Abbiamo grande rispetto per il presidente della Repubblica e siamo dispiaciuti perchè non volevamo esser qui, poi la situazione si è aggravata viste le notizie di stamani”.

In precedenza, durante la riunione degli eletti Pdl, il segretario aveva esclamato: “Uno scandalo: stanno tentando di eliminare per via giudiziaria Silvio Berlusconi. Nel momento in cui l’esito elettorale ha dato Berlusconi in sostanziale pareggio con Bersani e si è capito che il suo ciclo politico non era esaurito (mentre dall’altra parte non si è dimostrata solidità di governo), interviene la magistratura con la gragnuola giudiziaria“. Alfano aveva inoltre annunciato: “Valutiamo di non partecipare alle prime sedute del Parlamento perchè quello che sta accadendo è contro i principi della democrazia e delle istituzioni repubblicane che il Pdl ha sempre rispettato“. La proposta era stata accolta con un applauso.

La scelta dell'”Aventino” verrà probabilmente resa nota domani al Quirinale, dove Alfano, Cicchitto e Gasparri incontreranno il presidente Napolitano. Alcuni esponenti di rilievo del partito si sono però dissociati da tale scelta, come l’ex ministro Sacconi, che ha scritto su Twitter: “Sono contrario ad abbandonare il Parlamento perchè lì si difende la democrazia”. Il segretario Pdl, dopo aver parlato con i giornalisti, si è’ recato in visita all’ex premier all’ospedale San Raffaele. Alla protesta del Pdl contro i magistrati ha replicato il presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli, che a “Skytg24” ha detto: “Il fine della magistratura non è politico, la legittimazione della magistratura non si fonda sul consenso ma sulla sua professionalità e credibilità che derivano dal rispetto della legge”.

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