Caso Unipol, Silvio Berlusconi condannato ad un anno

Due anni e tre mesi sono stati inflitti, invece, al fratello, Paolo Berlusconi. Soddisfazione da parte dell'ex segretario dei Ds, Piero Fassino.

di Simona Vitale 7 marzo 2013 14:22

Non c’è stato nessuno sconto di pena, essendo state confermate le richieste dei pubblici ministeri. Parliamo di Silvio Berlusconi condannato ad un anno di reclusione del processo Unipol, ovvero la vicenda dell’intercettazione Fassino-Consorte avvenuta nel corso della scalata a Bnl da parte di Unipol e pubblicata su Il Giornale quando era ancora coperta dal segreto istruttorio. Due anni e tre mesi sono stati inflitti a Paolo Berlusconi.

I giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano hanno anche disposto un risarcimento, a titolo di provvisionale, a carico dei fratelli Berlusconi di 80 mila euro a favore dell’ex segretario dei Ds, Fassino, parte civile al processo.

“Una sentenza che ristabilisce verità e giustizia e conferma come intorno a una espressione ironica sia stata costruita consapevolmente, per anni, una campagna di denigrazione e delegittimazione politica”, ha commentato Piero Fassino, sindaco di Torino.

Il Pdl ha invece reagito con una serie di dichiarazioni infuocare nei confronti dei magistrati. Il portavoce nazionale del partito Daniele Capezzone, non ha dubbi: “Colpisce la tempistica delle indagini, il nostro leader e’ oggetto di una nuova aggressione dopo aver raggiunto un risultato elettorale straordinario”.

Sulla condanna in primo grado pesa, in ogni caso, il rischio di una imminente prescrizione, i cui termini scadranno nel luglio prossimo, per l’accusa di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio.

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