Balduzzi: “Amianto, emergenza nazionale”

Il picco delle morti è atteso tra il 2015 ed il 2020. In Italia, ci sono ancora circa 3,5 milioni di tonnellate di amianto da eliminare.

di Elena Arrisico 17 settembre 2012 12:08

Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, è fortemente preoccupato per la massiccia presenza di amianto lungo tutto il territorio nazionale, causa di gravi malattie:

Un’emergenza nazionale che impone un insieme coordinato di interventi a partire dalla bonifica dei siti maggiormente contaminati, dal loro monitoraggio, nonché dalla predisposizione di percorsi diagnostico-terapeutici per i pazienti e di sostegno per le famiglie“.

Ha dichiarato il ministro che, per questo motivo, ha proclamato una riunione a Casale Monferrato con i ministri Elsa Fornero e Corrado Clini, il procuratore Raffaele Guariniello, gli assessori alla Sanità Coletto e Monferrino e diversi scienziati. Il problema dell’amianto verrà affrontato durante la presentazione di un volume scritto dai più grandi esperti sull’argomento per fare il punto della situazione, una delle priorità europee. Secondo gli esperti, il peggio causato dall’amianto deve ancora arrivare, visto i tempi molto lunghi per la manifestazione delle malattie, in seguito alla vicinanza con questa sostanza ormai vietata in molti Paesi: le polveri contenenti anche solo una fibra di amianto possono, infatti, causare tumori alla pleura, carcinoma polmonare ed altre patologie mortali.

L’amianto è stato utilizzato, fino agli anni ’80, come materiale per l’edilizia, nelle tute dei Vigili del Fuoco, nelle automobili, per plastica, cartoni e molti altri materiali, oltre che come coadiuvante nella filtrazione dei vini.

Tra gli aspetti che rendono più gravoso il contrasto a tali malattie, vi è il lungo periodo di latenza prima che esse si manifestino, fino a 30-40 anni: un arco temporale che fa attendere il picco delle manifestazioni delle patologie tra il 2015 e la fine di questo decennio“.

Ha spiegato Balduzzi nella presentazione del volume. I luoghi contaminati dall’amianto sono troppi – pare non meno di 3,5 milioni di tonnellate – e lo Stato non ha denaro a sufficienza per bonificarli: l’Italia è stata, infatti, uno dei maggiori produttori al mondo di prodotti realizzati con amianto ed il suo uso è vietato solo dal 1992. Non resta che da chiedersi se è più importante la vita delle persone, o l’acquisto recente di diversi caccia F35, delle agendine in pelle da 4 milioni e dei vitalizi di cui i nostri Parlamentari non riescono a fare a meno.

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