5 terribili giurie che provano che la giustizia non funziona

Processi da rifare per diversi motivi che hanno influenzato i verdetti per il comportamento non encomiabile di alcuni giurati.

di Simona Vitale 22 Luglio 2013 13:04

2. Una giurata seduce l’accusato

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Se sotto processo finisce un personaggio celebre, forse non è il caso di mettere fra i giurati un suo grande fan in quanto essere un buon giurato significa rimanere imparziale e non dare alcuna apparenza di parzialità. Nel 1995, il famigerato gangster canadese Peter Gill è stato arrestato e processato per omicidi di malavita e traffico di droga. Dopo che il processo cominciò, uno dei giurati, Gillian Guess, evidentemente pensava che l’omicidio e il traffico di droga fossero molto seducenti, tanto da chiudersi con il gangster in una camera d’albergo. Infatuatasi dunque di questo signore del crimine di ben 10 anni più giovane di lei, Gillian non ha nemmeno tentato di difendersi e ha anzi raccontato la storia alla sua migliore amica e perfino alla figlia adolescente.

Inutile dire che il suo voto per Gill è stato di assoluzione, così come quello degli altri giurati lasciatisi convincere dalla donna. Giustificandosi con la convinzione che il suo comportamento non avrebbe influenzato l’esito del processo, la donna è stata però condannata a 18 mesi di reclusione.

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