Voto basso alla bambina perché nera, il dirigente: “Sono esterrefatto, caso gravissimo”

Voto abbassato perché è una bambina di colore. Scoppia la polemica e interviene Diego Bouché, dirigente scolastico della Campania, il quale intende fare chiarezza su questo episodio xenofobo.

di Daniela Caruso 11 dicembre 2011 15:29

“Un fatto gravissimo, sono esterrefatto”. Queste le parole del dirigente scolastico della Campania, Diego Bouché, in merito al caso di discriminazione avvenuto in una scuola di Caserta, dove ad una bambina è stato abbassato il voto solo perché è di colore. Il dirigente  ha rilasciato un’intervista per il Corriere del Mezzogiorno in cui, appunto, spiega il suo rammarico per questo grave episodio di xenofobia:

Parlerò al più presto con il dirigente provinciale, poi deciderò il da farsi. Mi chiedo come sia possibile, oggi, nella società multirazziale, che accadano episodi simili […] Sono esterrefatto: se la notizia fosse vera, saremmo di fronte ad un fatto gravissimo. Farò piena luce sulla vicenda.

La bambina aveva fatto un compito eccellente di geografia: ciononostante, la professoressa le ha messo 7, mentre all’amico di banco 9. La piccola ha chiesto spiegazioni all’insegnante, ma non si sarebbe mai aspettata una delucidazione su basi razziste: “Sei nera, per questo ti abbasso il voto“. La vicenda è stata regolarmente denunciata agli organi superiori dalla dirigente scolastica, la quale spiega che la professoressa di Geografia aveva già avuto problemi con altri alunni di altre classi e con i rispettivi genitori. Su questo episodio il dirigente regionale intende fare assoluta chiarezza, in quanto un atteggiamento simile è inconcepibile. Ecco quanto ha dichiarato a proposito Bouché:

È incomprensibile tutto ciò. Sono amareggiato, parlerò al più presto con il dirigente provinciale e della scuola, poi deciderò il da farsi. Mi chiedo come sia possibile, oggi, nella società multirazziale, che accadano episodi simili… È insopportabile. E pensare che proprio ieri sono stato in provincia di Caserta in un incontro al quale erano presenti molti responsabili della scuola casertana. Ma nessuno mi ha fatto cenno ad un episodio così grave. Ripeto, se tutta la vicenda fosse confermata, saremmo in presenza di un episodio gravissimo.

L’intelligenza e la bravura sono capacità oggettive, che vanno riconosciute a tutti i bambini, di qualsiasi nazionalità e appartenenza culturale. Un insegnante deve partire da questi presupposti, altrimenti non può considerarsi tale.

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