Taranto, l’Ilva annuncia la chiusura dello stabilimento

La decisione dell'azienda dopo gli arresti e i sequestri di questa mattina. A rischio anche gli altri stabilimenti. Gli operai: occupiamo la fabbrica.

di Luca Fiorucci 26 novembre 2012 23:52
Ilva di Taranto

Il Gruppo Riva, proprietario delle acciaierie Ilva, ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Taranto e di tutti gli stabilimenti che Taranto rifornisce d’acciaio, dopo che oggi sono scattati altri sette arresti in merito alla vicenda giudiziaria che coinvolge l’azienda e il sequestro di prodotti nello stabilimento pugliese. Potrebbero quindi andare verso la chiusura anche le altre acciaiere del gruppo presenti in Italia: quella di Genova, di Novi Ligure, di Racconigi, di Marghera e di Patrica. Il governo ha convocato per giovedì alle 15 a Palazzo Chigi le parti sociali e le istituzioni locali.

I sindacati hanno deciso unitariamente di occupare l’azienda con un presidio permanente, e allo stesso tempo è stato dichiarato lo sciopero. L’azienda non può più garantire per loro, e per ora i dipendenti dovranno usufruire delle ferie da smaltire. In una nota, i sindacati hanno annunciato: “Riteniamo inaccettabile la decisione della direzione di fermare tutti gli impianti dell’area a freddo a partire da oggi pomeriggio. Consideriamo tale scelta un vero e proprio atto di rappresaglia nei confronti dei lavoratori. Pertanto si proclama da subito lo sciopero di tutto lo stabilimento, con presidi temporanei.”L’azienda ha disposto a partire dal turno serale la sospensione delle attività lavorative negli impianti dello stabilimento di Taranto non sottoposti al sequestro.

Domani pomeriggio è previsto un nuovo incontro tra la direzione e i lavoratori. La situazione, però, sembra stia precipitando: i presidi continueranno per tutta la notte, mentre alle 6 dovrebbero arrivare i lavoratori del primo turno, quello più numeroso. Gli operai pensano di organizzare un presidio anche all’esterno, mentre c’è chi vorrebbe portare la protesta fino a Roma. La Procura, oggi, aveva sequestrato anche “colis” e lamiere prodotti, si sostiene, negli impianti sequestrati il 26 luglio, quindi “provento e profitto di attività illecita”. La società, adesso, ha deciso di fare ricorso contro il provvedimento di sequestro.

Inoltre, l’Ilva sostiene che dallo stabilimento di Taranto non vi sia nessun rischio per la salute, e a riprova di ciò fornisce le consulenze attestanti la conformità dello stabilimento alla legge anti-inquinamento. I vertici dell’azienda hanno dichiarato: “Per chiunque fosse interessato Ilva mette a disposizione sul proprio sito le consulenze, redatte dai maggiori esponenti della comunità scientifica nazionale e internazionale, le quali attestano la piena conformità delle emissioni dello stabilimento di Taranto ai limiti e alle prescrizioni di legge”.

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