Strage di Nizza, Sandra Bertin muove gravi accuse al governo

Grave l'accusa della responsabile del centro di supervisione urbana della città, ma il governo francese contrattacca.

di antoniorug 24 luglio 2016 17:04

La strage dello scorso 14 luglio a Nizza continua ad attirare l’attenzione mediatica di tutto il mondo e mentre il paese cerca di riprendersi dalle gravi perdite che sono state subite e contemporaneamente cerca di scacciare lo spettro del terrore che dilaga dopo gli ultimi avvenimenti, continuano le indagini su Mohamed Lahaouiej Bouhlel, il guidatore del veicolo che ha travolto la folla su Promenade des Anglais ed alla luce delle ultime scoperte si è rivelato non essere uno psicopatico che ha compiuto un gesto folle, ma piuttosto un piccolo ingranaggio di una macchina terrorista che ha preso piede in Francia. Tuttavia, nel clima di cordoglio ed incertezza per il futuro, il governo francese si ritrova a dover fronteggiare delle gravi accuse di negligenza che sono state mosse proprio dalla responsabile del centro di supervisione urbana della città, Sandra Bertin.

Nizza

La Bertin ha rilasciato una dichiarazione particolarmente scottante durante la sua intervista al Journal du Dimanche:Ho avuto a che fare con una persona che andava molto di fretta e che mi ha chiesto un resoconto in cui dovevo segnalare la presenza della polizia municipale, delle barriere e di precisare bene che nelle immagini della videosorveglianza si vedeva anche la Police Nationale in due punti del dispositivo di sicurezza. Ho subito insistenze per un’ora, mi è stato ordinato di indicare le posizioni specifiche della polizia nazionale, che io negli schermi non ho visto. Ho risposto che non avrei scritto ciò che non avevo visto, è possibile che la polizia nazionale fosse là, ma non compariva nei video. Allora questa persona mi ha chiesto di mandare per email una versione modificabile del rapporto, per non dover riscrivere tutto ed alla fine ho inviato via email una versione non modificabile ed un’altra modificabile“.

Questa dichiarazione, insieme allo scoop della rivista Libération che aveva parlato della presenza dei soli vigili urbani al primo posto di blocco della Promenade, riaccende le polemiche in merito alla sicurezza sulla Promenade des Anglais in occasione della festa nazionale.

La replica del governo francese non si è fatta attendere ed il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve annuncia una querela per diffamazione ai danni di chi cerca di mettere in cattiva luce l’operato del governo e dichiara: “Sarebbe molto utile che Sandra Bertin fosse ascoltata dagli inquirenti e potesse fornire loro le identità e le mansioni delle persone che chiama in causa, le email di cui parla e il loro contenuto“.

Nel frattempo, il ministero dell’Interno ha richiesto ai responsabili della videosorveglianza di Nizza la cancellazione totale delle 24 ore di videosorveglianza nel giorno della strage per evitare la diffusione incontrollata delle immagini e questa decisione sembra avvalorare la testimonianza della Bertin a proposito dell’assenza della Police Nationale sul luogo della strage; speriamo solo che questo polverone mediatico che si sta sollevando in merito alla sicurezza possa non distogliere l’attenzione dal vero obiettivo, ovvero la scoperta e lo smantellamento della rete di contatti di Mohamed Lahaouiej Bouhlel per evitare che giornate come quella del 14 luglio scorso nella quale sono morte 84 persone possano ripetersi.

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