Dalla Russia arriva la legge anti-gay. Giro di vite da parte di Putin

In prima lettura hanno votato a favore 388 parlamentari. Scontri a Mosca tra manifestanti omosessuali ed estremisti ortodossi.

di Simona Vitale 26 gennaio 2013 12:54

Mentre negli Stati Uniti grande è stato il successo del discorso di Barack Obama in occasione del giuramento per il secondo mandato presidenziale, mettendo in primo piano il pieno riconoscimento dei diritti degli omosessuali nel suo programma per i prossimi 4 anni, in Russia, accade esattamente il contrario. La libertà sessuale di gay e lesbiche, già enormemente limitata, rischia di essere del tutto compromessa da una nuova legge, già approvata in prima lettura dalla Duma.

Ciò a portato a seri scontri a Mosca tra i sostenitori dei diritti degli omosessuali e gli estremisti ortodossi, che hanno portato all’arresto di 20 persone. Nello specifico il disegno di legge punisce la “propaganda dell’omosessualità ai minori”, sebbene, poi, di fatto preveda delle sanzioni per ogni azione pubblica fatta in difesa dei diritti degli omosessuali. Ciò sta a significare che manifestazioni simili a quelle del gay pride non avranno più luogo, con pesanti multe dai 100-125 euro per i singoli individui ai 12.500 euro per gli enti giuridici.

Le idee arrivano direttamente dalla Siberia ed era stata inviata alla Duma nel mese di marzo dello scorso anno dal Parlamento della regione di Novosibirsk, che aveva già adottato un simile provvedimento a livello locale. Tuttavia, simile leggi sono già in vigore anche in altre parti del Paese, compresa la città di San Pietroburgo, la seconda più grande della Russia dopo Mosca. Prevedibilmente, il disegno di legge ha mandato su tutte le furie la comunità omesessuale che ieri ha pacificamente sfilato dinanzi al Cremlino con un Kiss-In, finendo per essere poi aggrediti dagli estremisti ortodossi che hanno brandito i manifestanti con croci e icone sacre.

In prima lettura, per la nuova legge, hanno votato a favore 388 parlamentari, uno solo ha votato contro, mentre un altro si è astenuto. Non è che vada meglio in Polonia per la comunità gay: anche il parlamento di Varsavia si mostra conservatore e ha respinto ieri tre distinti progetti di legge volti a dare maggiori diritti e garanzie a individui e coppie omosessuali.

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