Pubblica amministrazione: le auto blu saranno dimezzate

Il Dipartimento della funzione pubblica, in collaborazione con Formez, ha avviato un censimento permanente sulle auto della Pubblica Amministrazione, in modo da controllare l'attuazione del decreto che, nello scorso agosto, ha imposto una drastica riduzione al numero di coloro che hanno diritto alla vettura di servizio.

di Simona Vitale 9 dicembre 2011 15:45

Nell’ambito della riduzione della spesa della pubblica amministrazione, il Dipartimento della Funzione Pubblica, con la collaborazione tecnica di Formez, ha avviato un censimento permanente sulle auto della Pubblica Amministrazione per monitorare l’attuazione del decreto che nello scorso agosto ha ridotto notevolmente il numero di coloro che avrebbero diritto all’auto di servizio. L’obiettivo è quello di verificare la diminuzione della spese di gestione dei parchi auto delle amministrazioni, nonchè la razionalizzazione delle modalità d’uso delle vetture, coerentemente ai vincoli di finanza pubblica.

Il censimento è obbligatorio per tutte le amministrazioni centrali e locali inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione: non si applica  alle amministrazioni che utilizzano non più di una sola autovettura di servizio e alle autovetture adibite ai servizi operativi di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, della salute e incolumità pubblica, della sicurezza stradale, della difesa e della sicurezza militare e nemmeno ai servizi ispettivi relativi a funzioni di carattere fiscale e contributivo.

Terminata la raccolta di dati, avremo a disposizione tutta una serie di informazioni relative alle auto disponibili, come: anno di immatricolazione, marca, cilindrata, registrazione al P.R.A. Dopo, saranno le stesse amministrazioni a comunicare sia i nuovi acquisti (in proprietà, leasing, noleggio), le spese sostenute e le auto dismesse. Il sistema ideato da Formez è completamente informatizzato e la registrazione dei dati avviene on line. C’è da dire che il Premier incaricato Monti, prima del decreto, aveva già attuato un piano per mettere in garage le auto blu di marca straniera, come Bmw, Mercedes e Audi, e adoperare solo vetture nazionali, in modo da ridurre le spese “in capo” agli italiani.

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