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Primarie PD, chi sono i candidati?

Data e modalità non sono ancora state definite, ma per il ruolo di leader del centrosinistra si sono candidati in sei: andiamo a conoscerli meglio.

di Stefania Calabrese 18 settembre 2012 17:36
Pier Luigi Bersani, segretario del PD

E’ partita la sfida per la conquista della leadership del centrosinistra per le elezioni 2013. Fra i possibili candidati, l’attuale segretario di partito Pierluigi Bersani, il noto “rottamatore” Matteo Renzi, il leader di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola, il capogruppo del Pd della regione Veneto, Laura Puppato e Bruno Tabacci, attualmente iscritto all’Api.

 
Inoltre ieri il consigliere regionale della Lombardia Pippo Civati ha annunciato anche la propria candidatura, con il progetto “occupyprimarie”. L’intento di Civati è quello di proporre “una candidatura unitaria che sia davvero alternativa a Bersani e a Renzi” e non esclude di unire le forze con Laura Puppato, della quale dice:

“Conosco Laura, è una bellissima figura. È limpida e forte. Penso che dovremmo unire le energie in un progetto unitario che tenga insieme la sua esperienza e la sua proposta, quella di Boeri, Scalfarotto, Serracchiani e tanti altri che in questi anni si sono battuti sul campo, con fatica, sui temi”.

La rosa dei candidati potrebbe non essere ancora completa, tuttavia i giochi sembrerebbero fatti. L’età media dei candidati è di 51,5 anni, con i trentasettenni Renzi e Civati ad abbassare la cifra, che diversamente sarebbe più vicina ai 60. E’ un dato che supporta il tema caldo dello scontro generazionale, che all’interno del PD è molto sentito, soprattutto dalla base del partito. Fra i militanti del Pd, infatti, alla consapevolezza del valore dell’esperienza e della continuità, rappresentata da Bersani, si contrappone l’esigenza di rinnovamento della classe dirigente, al punto da rendere i risultati delle primarie tutt’altro che scontati.
Vediamo dunque in modo conciso e schematico chi sono i candidati che lottano per la leadership di uno dei più grandi partiti italiani.

 
PIERLUIGI BERSANI
E’ segretario del Pd dal 2009, anno in cui vinse le primarie contro Franceschini e Marino,presentandosi come il punto di congiunzione fra i valori cattolico-popolari e quelli del socialismo democratico.
Vanta una vasta esperienza politica, avendo ricoperto ruoli di grande responsabilità: Bersani è stato infatti Ministro dell’Industria, del Commercio, dell’Artigianato e del Turismo nel primo Governo Prodi e successivamente Ministro dei Trasporti e della Navigazione; dopo una breve parentesi da parlamentare europeo, dal 2006 al 2008 ha ricoperto la carica di Ministro dello Sviluppo Economico nel secondo Governo Prodi.

Porta la sua firma il “decreto sulle liberalizzazioni”, in vigore dal 2006 e modificato nel 2007, che ha modificato le normative di diversi settori quali il mercato, la tutela dei consumatori, l’evasione fiscale. A Bersani si devono fra l’altro misure come l’abolizione dei costi fissi e i contributi aggiuntivi sulle carte prepagate di telefonia mobile, la possibilità di stipulare assicurazioni RC AUTO utilizzando la classe di uno dei componenti del nucleo familiare residente allo stesso indirizzo e il Decreto sulla Surroga dei mutui, che consente ai titolari di mutui ipotecari di fare la portabilità del finanziamento a condizioni e tassi meno onerosi.

Con la “Carta d’intenti del Partito Democratico e dei progressisti”, presentata a luglio, Bersani ha precisato i punti fondamentali del programma del partito: lavoro, fisco e diritti civili. I primi due temi sono strettamente collegati, in quanto l’idea è quella di alleggerire il peso fiscale che grava sul lavoro e sulle imprese e caricarlo invece sui grandi patrimoni e le rendite. Quanto ai diritti civili, Bersani ha spiegato che quando il Pd sarà al governo intende provvedere a due norme in materia: una legge per i figli degli immigrati che vanno a scuola e il riconoscimento giuridico alle coppie omosessuali.

 
BRUNO TABACCI
Laureato in Economia e Commercio, 66 anni, ha un lunghissimo curriculum vitae: con la Democrazia Cristiana dagli anni settanta al 1994, è stato dapprima consigliere comunale, poi consigliere regionale e Presidente della Regione Lombardia, inoltre è stato membro di diverse Commissioni e Comitati, alcuni dei quali sono stati da lui anche presieduti. In particolare è stato relatore della Legge finanziaria 1994 predisposta dal Governo Ciampi.

 
Dal 1994 al 2001 si è invece occupato della propria carriera da funzionario statale come consigliere d’amministrazione di ENI, SNAM ed Efibanca, in seguito come presidente dell’Autostrada A15 Cisa e dal 2000 copresidente della Fondazione del premio letterario Bancarella.
Nel 2001 ha aderito all’UDC di Pier Ferdinando Casini, che ha lasciato nel 2009 per confluire nel gruppo misto assieme a Francesco Rutelli e Gianni Vernetti ex Pd.

 
Attualmente è assessore al bilancio del Comune di Milano, carica che intende sospendere per la durata della propria candidatura alle primarie: spetterà poi al sindaco Pisapia decidere se, terminato l’impegno riaffidargli le deleghe o meno.

 
MATTEO RENZI

Sindaco di Firenze dal 2009, Renzi ha mosso i primi passi in politica ai tempi del liceo, e da allora, con il sostegno del padre Tiziano, già consigliere comunale di Rignano sull’Arno in quota Dc, non si è mai fermato, arrivando alla notorietà nazionale grazie alla sua proposta provocatoria di “rottamare” il quadro dirigenziale del Pd, creando spazio per i giovani, che attualmente non riescono ad emergere.

Se il ricambio generazionale si può considerare il cavallo di battaglia di Renzi agli occhi di molti elettori, è pur vero che ha dimostrato di avere a cuore anche diverse altre tematiche, quali l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, l’elezione diretta dei politici da parte dei cittadini, la riduzione dei costi della politica e l’abolizione di molti dei privilegi dei parlamentari. Tuttavia, alcune sue posizioni vengono criticate dai colleghi di partito e da una parte dell’opinione pubblica perché considerate più vicine al centrodestra che al centrosinistra. Ne è un valido esempio l’opinione manifestata da Renzi a proposito del progetto industriale di Marchionne, che il sindaco di Firenze ha dichiarato di approvare “senza se e senza ma” e che non è stata affatto gradita invece dal mondo dei sindacati e degli operai.

 
Sensibile ai temi ambientali, in materia di diritti si dice favorevole alle unioni civili, ma non al matrimonio per gli omosessuali. Diverse volte si è espresso contro l’eutanasia.
Un particolare che non tutti conoscono di Matteo Renzi è il fatto che nel 2011 è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti della Toscana per danno erariale e obbligato al pagamento di 14 000 euro. Il reato contestato riguarda l’epoca in cui Renzi era presidente della Provincia di Firenze, per l’assunzione a tempo determinato in categoria D anziché C di quattro persone nello staff. In seguito alla condanna Renzi è ricorso in appello.

 
NICHI VENDOLA
Il Governatore della Regione Puglia si era proposto per le primarie di coalizione, tuttavia, dopo la candidatura di Renzi e la visibilità mediatica che ha assunto il duello Renzi-Bersani, ha chiesto chiarimenti perché qualora si trattasse di elezioni interne al partito e non per la leadership del centrosinistra come si era detto, non sarebbe sua intenzione sostenere alcun candidato.

 
La storia politica di Nichi Vendola è strettamente legata all’evoluzione del comunismo in Italia. Giovane impegnato in ambito politico e sociale, si iscrive al PCI e inizia una brillante carriera nella FGCI, mettendosi in luce sin dal suo primo congresso per le sue doti oratorie, che gli son valse un applauso di ben due minuti in seguito al quale fu subito chiamato a far parte dell’esecutivo nazionale. Sciolto il PCI, entra nel Partito di Rifondazione Comunista e diventa deputato nel 1992, ruolo che abbandona in favore della presidenza della Regione Puglia. Nel 2009 fonda Sinistra Ecologia e Libertà.

 
La ricetta di Vendola per l’Italia: giustizia sociale ed equità, ripartire investendo nell’istruzione, nella ricerca e nella tutela del patrimonio culturale. Dal punto di vista economico, il leader di Sel ha sempre spinto per una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze, mentre abolirebbe l’Imu sulla prima casa.

 
LAURA PUPPATO
Partecipando alle primarie per la designazione del premier per le elezioni del 2013, Laura Puppato sarebbe la prima donna a correre per la carica di primo ministro in Italia. Ha 55 anni, è un’imprenditrice nel campo assicurativo-finanaziario e proviene dal mondo dell’attivismo ambientale e non da quello politico, cui si avvicina per la prima volta nel 2002 con una lista civica appoggiata dall’Ulivo per la carica di sindaco del comune di Montebelluna, vincendo le elezioni. Successivamente rieletta, ha all’attivo diversi premi, fra i quali il Leone dell’Innovazione da parte dell’ANCI e il Premio Qualità delle Amministrazioni Pubbliche.

 
Candidata col Pd alle elezioni europee nel 2009, ottiene quasi 60.000 voti. Nel 2010 diventa consigliere regionale del Veneto, risultando la seconda consigliera più votata dell’intera Regione. A dicembre dello stesso anno il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano l’ha nominata Cavaliere al Merito della Repubblica.
Attualmente ricopre il ruolo di capogruppo del Partito Democratico in Veneto.

 
E’ estremamente attenta alle tematiche ambientali e sociali, che vede anche come risorse occupazionali per il futuro; per quanto riguarda l’economia, ritiene che ci troviamo di fronte alla crisi di un sistema economico ormai da superare. Altre riforme urgenti da affrontare, quella della giustizia e dell’amministrazione, per creare uno Stato a misura di cittadino.

 
PIPPO CIVATI
La sua prima carica politica è stata quella di consigliere comunale a Monza nel 1997, e l’anno successivo è stato eletto segretario cittadino dei Democratici di Sinistra, per poi entrare a far parte della segreteria provinciale e regionale sino alla fondazione del Partito Democratico, nel 2007. Dal 2005 è consigliere regionale in Lombardia e fa attualmente parte del gruppo consiliare del PD.
Sostenitore del rinnovamento e del cambio generazionale come Renzi, si dissocia dal sindaco di Firenze per i metodi e toni con cui persegue l’obiettivo.

 
E’ il promotore dei 6 quesiti del referendum interno al Partito democratico, che propone di inserire nell’agenda ufficiale nello stesso giorno delle primarie. I quesiti riguardano varie tematiche: incandidabilità dei condannati, alleanze, riforma fiscale, reddito di cittadinanza, consumo di suolo e matrimoni gay.
Gestisce un blog molto seguito ed è conosciuto soprattutto da coloro che fanno parte integrante del mondo dell’online.

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