Centrosinistra in piazza a Milano, anche Prodi con Bersani e Vendola

A sorpresa anche l'ex premier alla manifestazione per Ambrosoli. Il leader Pd: "Ancora sette giorni e lo smacchiamo il giaguaro".

di Luca Fiorucci 17 febbraio 2013 23:14
Bersani-Tabacci-Vendola

Grande manifestazione del centrosinistra oggi in piazza Duomo a Milano, dove, a sostegno della candidatura di Umberto Ambrosoli alla presidenza della Regione Lombardia, sono intervenuti Pierluigi Bersani, Nichi Vendola, Giuliano Pisapia e Bruno Tabacci, e, a sorpresa, è salito sul palco anche l’ex premier Romano Prodi. In piazza migliaia di persone, con le bandiere di Pd, Sel e Centro Democratico. Il primo a parlare è stato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che ha definito Ambrosoli la persona “che volevamo avere, il nostro nuovo presidente della Lombardia”. L’ex presidente del Consiglio è salito sul palco verso le 16.30, e ha spiegato: “Dopo 4 anni sono di nuovo salito su un palco perchè oggi ne vale la pena. Sono venuto qui per ribadire l’importanza della sfida per l’Italia e per la Lombardia e per farvi l’invito a votare uniti. E poi torno al mio lavoro”.

Prodi inoltre ha voluto assicurare: La prossima squadra al governo resterà unita perchè ha imparato la lezione, a differenza del passato. Non è che i traditori di destra e di sinistra abbiano fatto una bella fine”. Per sintetizzare meglio l’unità della coalizione, l’ex premier si è spinto a fare una previsione: “Bersani ci guiderà fra una settimana alla vittoria, Matteo Renzi sarà una grande risorsa per il futuro“. Prodi ha dato atto al segretario democratico di aver fatto “bene ad essere serio in questa campagna elettorale” e lo ha invitato ad essere “duro con quei servitori dello Stato che sono diventati servitori di se stessi”.

L’ex presidente del Consiglio ha poi lasciato il palco proprio a Bersani, che ha iniziato il suo intervento con un riferimento alle sue classiche “metafore”:Ancora sette giorni e lo smacchiamo il giaguaro, potrei anche prenderlo in braccio ma preferirei prendere in braccio il tacchino. Abbiamo un ultimo sforzo da fare, fin qui abbiamo fatto una bella battaglia, preparata da tempo” ha affermato. Il leader Pd ha attaccato anche Grillo, dicendo: “Ha detto che in tv non va, perchè là qualche domandina devono fartela…” Anche Bersani ha voluto rassicurare sulla tenuta dell’alleanza di centrosinistra: “Dopo le elezioni la nostra coalizione sarà stabile e coesa. Chi si diverte a sfrugugliare nella nostra coalizione si riposi. Noi il nostro patto l’abbiamo fatto con 3,2 milioni di notai. Ci siamo presentati con la nostra foto di gruppo. Lo facciano gli altri” ha dichiarato.

Pure il leader di Sel Nichi Vendola ha garantito che, in un eventuale governo di centrosinistra, sarà “garanzia di stabilità e governabilità” e non “un elemento di disturbo“, precisando però: “L’unica condizione che pongo è che la bussola del prossimo governo sia nella direzione della giustizia sociale, della lotta alla precarietà e alla povertà“. Il candidato del centrosinistra alla Regione Lombardia, Umberto Ambrosoli, ha paragonato la data delle elezioni al giorno della liberazione, affermando: “Il 25 aprile quest’anno arriva a febbraio”.

 

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