Piove nelle aule della scuola: bimbi con l’ombrello a lezione

Rischi anche per la sicurezza e la salute dei piccoli studenti, con un'incidenza delle malattie mai così alta come nel corso dell'ultimo anno.

di Simona Vitale 16 gennaio 2013 12:05

Una situazione a dir poco insostenibile quella vissuta dai bambini della scuola per l’infanzia di via Casale del Finocchio, a due passi dalla via Casilina, periferia est di Roma. Nelle aule della scuola ci sono secchi e catini ovunque, senza contare gli stracci a terra che servono per asciugare le pozzanghere d’acqua sul pavimento. Il tutto perché l’acqua sgorga dal soffitto come se fosse un rubinetto aperto. Un posto dove i bimbi, più che dei libri, hanno bisogno di ombrelli e impermeabili.

Bisogna sempre sperare che non piova. Questo perché basta una minima pioggia per aumentare al limite della vivibilità la situazione. Anche la sicurezza dei bimbi è a rischio. I vigili del Fuoco hanno reso inagibile la zona più a rischio, mentre i genitori hanno già denunciato, raccogliendo decine di firme, la vicenda all’Asl. Presto partirà anche un esposto alla Procura.

Quando piove, giacché è praticamente impossibile entrare nelle aule, è stata allestita una sorta di aula collettiva nell’androne della scuola. Una mamma, però, spiega che non c’è posto per tutti e che quindi le maestre hanno invitato a far andare a scuola i bimbi a turno. Senza contare, oltre alla pioggia, l’odore della muffa. Per non parlare del pavimento. Una volta c’era un bel parquet color miele, oggi i listelli sono saltati a causa dall’acqua che fuoriesce dai secchi. I bimbi rischiano anche di cadere negli spazi vuoti che si sono venuti a creare.

Come riferisce una delle maestre, anche la salute ne può risentire: “Lavoro qui da tre anni e mai come da un anno a questa parte l’incidenza delle malattie è stato così alto. L’umidità infatti fa cadere dal soffitto la polvere bianca della tinta e sia noi che i bambini siamo costretti a respirare queste sostanze”.

Dei fondi per le manutenzioni nulla si sa. Tutto è fermo. La situazione, ora, rischia solo di degenerare.

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